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LA FACCIA DEL GRILLO

L’ultima settimana aggiorna il campionario reazionario del grillismo.

In pochi giorni, non solo Grillo rilancia la concorrenza con Salvini nella campagna anti migranti, gridando al pericolo Ebola e chiedendo la chiusura ermetica delle frontiere. Non solo fa blocco con la Lega in Parlamento votando la sua mozione per l’esclusione dei migranti dal bonus bebè. Ma esibisce una posizione di solidarietà con la polizia dopo il pestaggio dei lavoratori delle acciaierie di Terni: al punto da ospitare sul proprio blog in prima pagina l’intervista di un dirigente sindacale (reazionario) di polizia che “sbugiarda la FIOM” sui fatti di Roma e presenta un falso pubblico come “verità”.

Non è un caso. L’attuale ripresa dello scontro fra classe operaia e governo spiazza la retorica populista del grillismo sulla contrapposizione indistinta fra “cittadini” e “politici”. Contrastare la lotta di classe, rimuoverne l’evidenza, cancellarla dall’immaginario pubblico diventa prioritario per Grillo. Se occorre “sbugiardando la FIOM” a braccetto con chi la bastona. Magari lo stesso giorno in cui si votano… le dimissioni di Alfano.

Grillo del resto ha sempre avuto un occhio di riguardo per i corpi di polizia e i militari. Non solo per ragioni elettorali. Il disegno di una repubblica plebiscitaria “senza partiti e sindacati” ha bisogno di cercare alleanze e complicità nei corpi dello Stato: ammiccamenti, solidarietà, messaggi compiacenti verso “le forze dell’ordine” sono parte di una strategia reazionaria. Inclusa la recente invocazione fanfarona di un intervento dei militari per “ripristinare la democrazia”.

Vi ricordate le lunghe sviolinate al grillismo da parte di tanta parte della sinistra anche “radicale”? Vi ricordate le polemiche contro il PCL reo di non comprendere la “positività del nuovo fenomeno” e le sue “potenzialità”? Sono passati solo pochi mesi.

I fatti hanno la testa dura e presentano sempre il conto.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

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