Cambiare tutto per non cambiare nulla – Sciopero generale!

Verso lo sciopero generale del 26 ottobre!

Salvini e Di Maio: una diversa gestione capitalistica della crisi, dalla parte dei piccoli padroni e del capitale nazionale

Il cosiddetto governo del cambiamento, dopo il decreto “dignità” e quello “sicurezza”, dopo la chiusura della vicenda ILVA (vedi riquadro) e il lancio di una proposta per Alitalia, ha presentato la sua “finanziaria del popolo”. Questo governo, cioè, ha oramai definito le sue politiche e la sua impronta sul paese. Non è un governo di passaggio. Non è un governo dalla parte del lavoro. È un governo reazionario, con un consenso di massa anche tra le classi subalterne, che sta gestendo la crisi per permettere la ripresa di questo sistema capitalista, sostenendo il padronato e reprimendo il lavoro.
Certo, la sua politica meno restrittiva (la previsione di un indebitamento al 2,4%) è un evidente segno di discontinuità rispetto ai precedenti governi tecnici o del PD. E quindi è in conflitto con BCE e Commissione Europea. Questa politica, però, difende interessi diversi da quelli del lavoro.

Sostiene piccole imprese e capitale italiano: riduce le tasse e le imposte a piccole imprese, professionisti e artigiani (flat tax, Ires e 4.0); prevede un nuovo grande condono (pace fiscale) per chi in questi anni ha evaso ed eluso (spesso ancora piccole imprese, professionisti ed artigiani); programma una ripresa degli investimenti, da realizzare soprattutto attraverso il “partenariato pubblico-privato” (cioè nuove occasioni di utilizzare risorse di tutti/e per fare gli interessi dei padroni); non a caso, infine, riprende e sostiene nuove privatizzazioni (dopo tutti i discorsi sui “prenditori” e la sceneggiata contro i Benetton).

Disciplina il lavoro. Non solo nei dettagli, come introducendo “strumenti biometrici (impronte digitali o iride) per verificare le presenze” (ora tra i pubblici, poi come sempre a tutti/e). Proprio il cuore della sua politica economica, il Reddito di Cittadinanza, è soprattutto uno strumento di controllo per lavoratori e lavoratrici. Infatti, lungi da esser una redistribuzione generalizzata o un salario sociale (una suddivisione del plusvalore collettivo, in chiave disobbediente), è tracciata sul salario di disoccupazione inglese o tedesco (Harz IV): strutture pubbliche e private (i centri per l’impiego) che obbligano a lavori malpagati e monitorano la vita dei singoli (come ha ricordato Di Maio: attenti a comportamenti e spese “immorali”).

Frega lavoratori e lavoratrici. In primo luogo, sulle pensioni. La cosiddetta “quota 100”, che finalmente rivede la Fornero, non solo avrà probabilmente un meccanismo flessibile, ma per far tornare i conti rischia di eliminare il retributivo (tagliando il 10-15% delle pensioni di chi oggi va in pensione) e mantenere il rapporto con la speranza di vita (rischiando di far abbassare i coefficienti e quindi le future pensioni per tutti/e). In secondo luogo, sui contratti. Il celebre Def “del popolo” non ha stanziato un euro a bilancio per i CCNL pubblici: anzi, si scrive che il loro salario continuerà a scendere. Qualcuno pensa che se andrà così, nel privato sarà molto diverso? No, perché si applicherà pienamente l’accordo quadro con Confindustria.

Reprime i migranti

Non solo Salvini rivendica e generalizza quello che Minniti aveva silenziosamente iniziato (respingimenti in mare e campi di concentramento in Libia), non solo Lega e 5stelle legittimano le campagne razziste coprendo un’estrema destra violenta ed aggressiva, ma questo governo implementa anche direttamente politiche discriminatorie (da Riace a Monfalcone). Non solo si lascia morire in mare uomini e donne, vecchi e bambini. Non solo si continua a devastare altri paesi per difendere i nostri interessi politici ed economici. Si reprime anche una parte dei lavoratori e delle lavoratrici in questo paese, indebolendo chi è già debole, togliendo diritti e colpendo le condizioni di tutti/e. Come l’art. 25 del decreto Salvini (reato penale per picchettaggio stradale, punibile da 1 a 6 anni, con rimpatrio dei migranti), che attacca le lotte nella logistica, la difesa di diritti e salari per tutti i lavoratori e le lavoratrici di quel settore e non solo.
Si creano ulteriori 70 miliardi di debito, contro il lavoro e le classi popolari. Come sostiene l’agenzia di rating J.P. Morgan “l’impennata dello spread è una opportunità di investimento” (immaginiamo in titoli di stato). Finanziando queste politiche, chi pagherà i costi della crescita del debito? I proletari e la popolazione povera, attraverso i soliti tagli a sanità, scuola e ad agevolazioni fiscali per famiglie di lavoratori. Questo è il governo giallo-verde, queste le sue scelte. Contro queste politiche, è ora di lottare!

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Cookies preferences

✕

Others

Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.

Necessary

Necessary
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.

Advertisement

Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.

Analytics

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

Functional

Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.

Performance

Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.