Terremoto: cui prodest?

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Di Partigiano stanziale

Il piccolo mostro di Firenze (Renzi) c’ha un culo grande come la Leopolda. Questa estate le cose gli si stavano mettendo di merda: la “ripresina” l’avevano capito anche i fessi che non c’era, l’asse coi francesi gli era andato a puttane e il referendum rischiava di perderlo di brutto.

Gli era rimasto solo da sperare che continuassero a arrivare tanti profughi dal mare.

Intendiamoci, a lui dei profughi non gliene frega un cazzo ma, essendo essi un pretesto credibile per piangere miseria in Europa, si può provare a mescolare i conti dello Stato, per trattare coi crucchi e garavellare un po’ di lillari da regalare ad amici, sostenitori e committenti.

Ma comunque i profughi non bastavano e se la stava vedendo brutta; insomma, sembrava che non ce la potesse fa’.

E invece che succede? Schioppa la terra, il mazzo gli si rimescola in mano e  si ritrova con un bell’asso da giocare: il terremoto.

“Pancia mia fatti capanna!”, pensano in coro, ma non lo dicono, banchieri e industriali: tanti miliardi (si parla di ottanta) fuori dal “Patto di stabilità”, a disposizione del profitto d’ impresa e del PIL, da aggiungere agli altri trentacinque previsti dalla legge di bilancio 2016.

Scacco matto alle opposizioni che di certo non si possono defilare da una manovra cotanto umanitaria: non è mica la TAV o il ponte di Messina.

Ergo, sale in alto nel cielo un coro unanime: “ Ricostruiremo tutto più bello e splendente che pria e se non ci verrà bene ci rifaremo da capo”, come disse Nerone mentre Roma bruciava.

Però, al piccolo mostro, gli rimane il problema del referendum. I sondaggi dicono che lo può perdere. Ma il terremoto gli dà ancora una mano: “Impossibile organizzare i seggi elettorali per il quattro dicembre e poi abbiamo altro a cui pensare”, gridano i Sindaci dei centri colpiti dal sisma.

Mica hanno tutti i torti, anche se in un mese, se si vuole, di cose se ne possono fare tante.

Allora qualcuno propone: “Rimandiamolo!” e il vice-premier Alfano dichiara: “Se le opposizioni sono d’accordo se po’ fa”.

Ma come? Domanda qualcun’ altro. “Semplice, ci pensa il presidente della Repubblica: è lui che ha indetto il referendum e può anche rimandarlo”, afferma un professorone costituzionalista, in quota PD.

Allora, si rimanderà non si rimanderà? Ancora non si sa.

Comunque l’unica cosa certa è che il Piccolo mostro di Firenze non verrà accusato di aver provocato il terremoto, come Nerone lo fu per l’incendio di Roma.

Onde non venir frainteso, concludo così. È giusto che lo stato spenda risorse per ricostruire le aree distrutte dal terremoto, anche se le avrebbe dovute spendere prima come prevenzione, ma mi tira fortemente il culo che a guadagnarci di più saranno i padroni.

#terremoto #Renzi #referendum #IovotoNo #capitalismo

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