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Perché Renzi ha vinto? Contro Renzi, contro Grillo per l’autonomia dei lavoratori

Matteo Renzi ha preso oltre il 40% dei voti dopo aver regalato ai padroni contratti a termine “per sempre e per tutti”, un colpo drammatico assestato ai lavoratori e ai giovani a esclusivo vantaggio dei profitti; e dopo aver promosso una legge elettorale truffa senza paragoni nel dopoguerra che assegna ad una minoranza la maggioranza del parlamento e i pieni poteri. Una enormità.

Come si spiega? Certo, si spiega anche con gli “80 euro”, messi a carico di chi li riceve (aumento addizionali Irpef, Tasi, tagli a sanità e servizi..), eppure vendute ai lavoratori come svolta. Si spiega col fatto che molti democratici hanno finito col votare Renzi per contrapporsi ai deliri minacciosi di Grillo: che è come difendersi da un truffatore reazionario (indubbio) affidandosi a un truffatore confindustriale.

Ma la ragione ultima della scalata di Renzi e del successo della sua truffa sta nell’assenza di un’opposizione a sinistra. Nelle politiche di lacrime e sangue di tutti i governi precedenti (da Prodi

a Letta), avallate dalle sinistre e/o dai sindacati, che hanno donato luce riflessa agli “80 euro”. Nel balbettio della CGIL, presa a schiaffi da Renzi, ma incapace di reagire: al punto da presentare le 80 euro come “proprio programma” pur di nascondere la propria disfatta. Nei balletti di Landini con Renzi, per scavalcare Camusso, in una pura logica di apparato: col risultato di non promuovere alcuna iniziativa di lotta contro lo scempio dei contratti a termine, e magari di salutare in Renzi la nuova “speranza del cambiamento”.

La verità è che Renzi ha beneficiato della Caporetto della sinistra. Ed ora, forte del proprio successo, innesterà l’”avanti tutta” lungo la linea tracciata: un nuovo attacco al lavoro e una riforma istituzionale ritagliata sulle proprie ambizioni di Bonaparte. E’ un caso che banchieri e Confindustria plaudano entusiasti alla sua vittoria? L’apertura di Vendola a Renzi è tanto più oggi una nuova capitolazione alla borghesia.

Ricostruire e unificare l’opposizione sociale è la prima necessità. Solo una svolta di lotta del movimento operaio può alzare una diga. Facciamo appello a tutte le sinistre politiche e sindacali, a tutte le organizzazioni di massa, a tutti i movimenti di resistenza sociale perchè facciano muro contro il renzismo e contro il grillismo, con una iniziativa di mobilitazione unitaria, attorno a un programma indipendente dei lavoratori.

Ma c’è bisogno di costruire una nuova direzione e rappresentanza dei lavoratori e degli sfruttati. Il fatto che la maggioranza dei lavoratori si affidi o a Renzi, o a Grillo, o a Berlusconi, o a Salvini, riflette la bancarotta di lungo corso della sinistra politica. La via d’uscita non sta nella ricomposizione dei cocci di gruppi dirigenti falliti sotto il comando di Barbara Spinelli e dei giornalisti liberal progressisti di Repubblica. Sta nella costruzione della sinistra che non tradisce. Di una sinistra non compromessa nelle politiche di resa o di rapina. Di una sinistra rivoluzionaria, radicata fra i lavoratori, che riconduca le loro lotte all’unica prospettiva di alternativa vera: quella di un governo dei lavoratori, basato sulla loro organizzazione e la loro forza.

La costruzione del PCL- l’unico che non ha mai tradito gli operai- è la costruzione di questa sinistra.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

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