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Grillo difende le rendite finanziarie

Non c’è niente da fare. Il cuore di Grillo batte dov’è il suo portafoglio. 
La difesa delle rendite finanziarie è emblematica 
Com’è noto Renzi ha elevato dal 20% al 26% il prelievo fiscale sulle rendite finanziarie. A che scopo? Per finanziare il taglio parziale dell’Irap . In effetti c’è da indignarsi: altri 3 ai 4 miliardi di euro che escono dalla tasca sinistra per finire nella tasca destra della stessa giacca. La giacca del padrone: di chi ha ottenuto per decreto- parallelamente- la precarizzazione totale del lavoro. Una vergogna. 
Ma Grillo si indigna per la ragione opposta. Non per il fatto che il ricavato finisce nelle tasche dei ricchi. Ma per il fatto… che si tassano le rendite finanziarie. “E’ immorale!” ha gridato, e una volta tanto, c’è da scommettere, non è una recita. Come non fu una recita la sua reazione scandalizzata sui controlli fiscali a Cortina. Come non è una recita il suo plauso alla cancellazione delle tasse per le multinazionali del web. 
E’ che questo vendicatore miliardario dei torti dell’umanità, che chiede i voti degli operai (e molto spesso purtroppo li ottiene), non può sopportare che si tassi il capitale. Neppure per una innocua partita di giro. Neppure per una finzione propagandistica. E’ proprio il principio che non gli va giù… quando si tratta del portafoglio suo e dell’ambiente della sua classe.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

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