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“REFERENDUM” MIRAFIORI

Per Marchionne e i padroni una vittoria di Pirro, per la FIOM un invito alla lotta.
Capi, capetti e impiegati salvano i sindacati padronali da una sconfitta che ritenevano impossibile. Per mesi i mezzi di disinformazione di massa al servizio dei padroni e dei partiti Padronali (di governo: PDL e della finta opposizione: PD) hanno cercato di convincere i lavoratori che non c’è alternativa alla volontà del padrone: o schiavi o disoccupati, “perché così va il mondo e non c’è nulla da fare”.
Nonostante questo e nonostante le preoccupazioni per il futuro del proprio lavoro, la metà degli operai non si è piegata al ricatto.

Possono anche cantare vittoria i padroni e i loro servitori ( Uilm, Fim, ecc. ) ma sanno benissimo che la Fiom non è stata sconfitta, ma anzi ne esce politicamente rinforzata, per proseguire la lotta e riaprire le trattative.

Per questo lo sciopero generale nazionale del 28 gennaio ( in Emilia Romagna il 27 ) significa il riconoscimento del valore propulsivo della lotta alla Fiat Mirafiori verso una più vasta generalizzazione delle mobilitazioni che dovranno necessariamente, vista la posta in gioco, arrivare ad uno sciopero generale prolungato o sulla base di un programma chiaro e preciso in grado di coinvolgere, non solo i metalmeccanici, ma tutto il mondo del lavoro.
ADERITE IN MASSA!
Nel volantino “lettera alle iscritte e agli iscritti della FIOM” distribuito dalla stessa FIOM in questi giorni nelle fabbriche, si legge alla fine che :” uniti fermeremo l’aggressione ai diritti e alla libertà…..Sarà dura ma ce la faremo ! ”
……CONDIVIDIAMO! Ma aggiungiamo che è necessario, per vincere, un salto di qualità proponendo un progetto di civiltà del lavoro autonomo delle classi lavoratrici

Di fronte alla virulenza dell’attacco padronale,non è più sufficiente opporre la sola difesa della rappresentanza sindacale, della libertà e del contratto nazionale, pure importantissimi, ma un’idea complessiva di come, all’interno della grande crisi capitalista e della crisi ambientale, si vuole riorganizzare la produzione industriale con la partecipazione attiva dei lavoratori.
Se si accetta il modello industriale di mercato si rimane succubi dei padroni e non c’è via d’uscita dalla concorrenza internazionale fra lavoratori dei vari paesi verso un ribasso continuo di salari e diritti.
Occorre affermare con forza che i lavoratori possono anche fare a meno dei padroni e non il contrario e sappiamo che se avessero vinto i no, Marchionne avrebbe dovuto fare marcia indietro e, in caso contrario, gli operai avrebbero potuto sempre occupare la Fiat. Nella lotta di classe contano solo i rapporti di forza. I padroni sono disposti a concedere qualcosa solo se hanno paura di perdere tutto.

Le nostre proposte, politiche e di lotta, alla Fiom, ai sindacati di base e a tutti i lavoratori onesti degli altri sindacati :
-Dare impulso e promuovere la cassa-salario di resistenza per compensare la perdita economica dei lavoratori in caso di sciopero.
-L’occupazione di tutte le fabbriche che chiudono o delocalizzano la produzione.
-La scala mobile delle ore lavorate: distribuire i lavoro che c’è a parità di salario.
-Un salario sociale dignitoso di almeno mille euro al mese per i giovani in cerca di lavoro e i disoccupati.
-Un coordinamento permanente dei delegati delle fabbriche in lotta per adottare una strategia di lotta comune e di solidarietà reciproca.

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