HERA E L’ESPEDIENTE DELLE COOPERATIVE: CUI PRODEST?

L’appalto di Hera prevede l’inquadramento dei lavoratori con il contratto dei servizi ambientali (Fise), ma il consorzio di cooperative (FormulaAmbiente) pagano i lavoratori con il contratto delle cooperative sociali. Ciò significa il 30% di retribuzione in meno, oltre a minori tutele e peggiori condizioni di lavoro, con turni fino a 11 ore, mezzi sporchi e invasi da topi, operatori lasciati soli a gestire zone immense e che non riescono a completare il servizio nonostante i turni massacranti, con mezzi che dovrebbero essere usati con 2/3 operatori, straordinari non retribuiti grazie ad accordi aziendali firmati da CGIL e CISL.

Nel frattempo Hera e Atesir (Agenzia territoriale Emilia-Romagna Servizi idrici e rifiuti) fanno orecchie da mercante e si rifiutano di incontrare i lavoratori.

Ancora una volta assistiamo all’indegno gioco delle tre carte, dove tramite l’espediente delle cooperative, degli inquadramenti contrattuali, i lavoratori si trovano in tasca meno di ciò che gli spetta.

l sistema degli appalti e delle cooperative è un gioco di scatole cinesi che consente da un lato ai padroni di massimizzare i profitti abbattendo i costi relativi alla manodopera, dall’altro i lavoratori possono essere assunti dalle cooperative bypassando tutte le norme relative a orario, sicurezza, condizioni contrattuali ancora in vigore in aziende di dimensioni più grandi. Una flessibilità coattamente imposta.

In tutto questo, i sindacati confederali si sono resi colpevoli di una passività vergognosa. Occorre riprendere il filo delle mobilitazioni, occorre rompere con un passato di passività e iniziare una stagione di lotte.

Occorrono aumenti salariali commisurati al costo reale della vita, meno ore di lavoro ripartite tra tutti a parità di salario, per combattere efficacemente la disoccupazione, maggiore incisività nella lotta agli infortuni sul lavoro e per la sicurezza.

Il programma del Partito Comunista dei Lavoratori è preciso: riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, senza aumentare i ritmi produttivi, cassa di resistenza per finanziare gli scioperi, reintroduzione piena dell’art. 18 per tutte le categorie e in tutte le imprese, diminuzione dell’età pensionabile.
Rosella del sindacato SBG ci spiega le ragioni della lotta degli operatori della Coop 134.

 

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