PER UN’ALTERNATIVA DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI

NESSUNO PIANGA PER RENZI.
Il 4 marzo è caduto il Renzismo. Non siamo certo noi a piangere sulla caduta di chi ha cancellato l’articolo 18, ha ulteriormente precarizzato il lavoro, ha attaccato la scuola pubblica, ha regalato a industriali e banchieri una nuova pioggia di miliardi, ha imposto ulteriori tagli alla sanità. Semmai avrebbe dovuto cacciarlo a pedate, e da tempo, una mobilitazione dei lavoratori. Ma la burocrazia sindacale ha imposto la pace sociale per accordarsi col padronato. Mentre la cosiddetta “sinistra” di D’Alema e Bersani ha votato tutte le porcherie di Renzi. Il risultato è che tanti lavoratori, abbandonati e traditi, hanno finito per voltarsi altrove.

NO AL REAZIONARIO SALVINI.

Ma attenzione. Né Salvini né Di Maio sono certo una soluzione per gli sfruttati. Al contrario. Salvini è il capo reazionario di una Lega che in oltre 10 anni di governo ha colpito i lavoratori, in compagnia di Berlusconi, distruggendo il sistema pensionistico a ripartizione (’95) e moltiplicando il lavoro usa e getta (legge Maroni). Oggi con la Flat tax vorrebbe riempire ancor più il portafoglio dei capitalisti, in un paese in cui l’80% delle tasse è sulle spalle di salariati e pensionati. Uno scandalo. Salvini vuole dirottare contro i migranti la rabbia sociale per impedire che si rivolga contro i suoi amici padroni. E’ il cinismo peggiore.

NESSUNA FIDUCIA A DI MAIO.

Ma neppure Di Maio è la soluzione. Certo, tanti operai l’hanno votato sperando il meglio. Ma è un’illusione, come l’esperienza dimostrerà. Come può essere amico dei lavoratori chi incassa la benedizione di Confindustria e Marchionne, dopo aver rassicurato il capitale finanziario del mondo intero, chi offre agli industriali una riforma fiscale modello Trump, a tutto vantaggio dei ricchi? Il M5S mira in realtà a contrapporre i disoccupati ai lavoratori, usando il reddito di cittadinanza come arma di pressione e ricatto per estendere il lavoro sottopagato. “Lavorare gratis, per lavorare tutti” rivendica non a caso l’intellettuale grillino De Masi. Una manna dal cielo per i profitti.

Lavoratori, lavoratrici, aprite gli occhi. PD, Salvini, Di Maio, sono solamente strumenti diversi della classe che oggi vi sfrutta. – I padroni cambiano spalla al fucile, ma non cambiano mira.

È necessario imporre con la lotta un’agenda nuova.

  • Cancellare il Job Act ed estendere l’articolo 18 a tutti i salariati.
  • Abolire tutte le leggi di precarietà del lavoro, contro ogni forma di prestazione servile.
  • Ridurre l’orario di lavoro a 32 ore settimanali a parità di paga, per ripartire il lavoro fra tutti.
  • Abolire la legge Fornero e ripristinare l’età pensionabile a 60 anni (o 35 anni di lavoro).
  • Dare un salario dignitoso ai disoccupati che cercano lavoro finanziandolo con l’abolizione dei trasferimenti pubblici alle imprese.Sono rivendicazioni che possono unire lavoratori, precari, disoccupati in un unico fronte di lotta. Sono misure che solamente un governo dei lavoratori potrà realizzare. L’unico che possa espropriare le aziende che licenziano (Embraco), abolire il debito pubblico verso le banche e nazionalizzarle. L’unico che possa segnare una svolta.

    E’ vero, il voto del 4 marzo non ha premiato questo programma anticapitalista. Ma questa resta l’unica alternativa vera.

    17 milioni di salariati hanno bisogno finalmente di un loro programma e di un loro partito. Il Partito Comunista dei Lavoratori, l’unico che non ha mai tradito gli operai, continuerà a battersi controcorrente per questa prospettiva.

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