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Giustizia borghese è fatta


E il nano ha pure il coraggio di parlare di magistratura di sinistra!
Carlo vive i morti siete voi!

Da il manifesto- on line Assolto De Gennaro vero “uomo di stato”
In nome di quale legge sia stato assolto Gianni De Gennaro lo spiegheranno i giudici che ieri hanno raccolto il plauso quasi unanime del mondo politico. Di quale logica sia figlia una simile sentenza è già spiegato proprio dall’entusiasmo che per almeno un attimo ha accomunato Cossiga a Minniti, Gasparri a Follini.
Forse Gianni De Gennaro è uomo troppo potente per sporcarne il curriculum con il sangue di una macelleria notturna; svolge funzioni delicate e in quanto tali incompatibili con l’accusa di essere un bugiardo; custodisce segreti tanto trasversali da metterlo al riparo da qualunque infamia. In sintesi, è un vero uomo di stato. E questo è già un bel problema. Che diventa enorme se calato in quel che è stata Genova 2001, nel messaggio che manda ancor oggi con questa sentenza – a otto anni di distanza da Carlo Giuliani, dalla Diaz, da Bolzaneto. Quando un’intera generazione venne cacciata militarmente dalla politica. Dalle caserme genovesi – dove c’era anche Gianfranco Fini – e dalle stanze del potere romano – dove c’era Gianni De Gennaro – un potere che si proclamò «stato» disse a migliaia di giovani che non li voleva tra le scatole, che non aveva bisogno di loro, che anzi erano tutti nemici. Questo fu l’ordine che arrivò forte e chiaro: «Cancellateli dalla scena pubblica». Ogni singolo funzionario lo intepretò a modo suo, l’impatto fu quello che sappiamo. Contribuì non poco a impoverire la scena politica, a renderla miserabile come oggi la vediamo.

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