La truffa ecologica delle automobili elettriche, dei metalli e terre rare

Di Falaghiste

Nel cinema, nella letteratura, nella Commedia dell’arte, il ciarlatano è colui che avvalendosi di -paroloni- inventati, per mostrare ai potenziali compratori le proprie doti dottorali, cerca di spacciare preparati miracolosi per curare ogni tipo di malanno. Si tratta di termini ridicoli, iperbolici, a volte grotteschi, che in genere suscitano nel pubblico ilarità e buon umore; e che si riferiscono a cose, o azioni, evidentemente inesistenti.

Le stesse reazioni si possono avvertire nel sentir pronunciare, o leggere: germanio, gallio, tantalio, samario, olmio, erbio, gadolinio, lutezio, itterbio, tulio e altri ancora. La differenza è che questi esistono davvero. Si possono trovare nella -Tavola periodica degli elementi-, ognuno con il rispettivo -numero atomico-. Tuttavia anch’essi, pur essendo reali, hanno a che fare con una truffa; una truffa di dimensioni globali, in confronto alla quale il nostro ciarlatano è un misero, microscopico dilettante.

Metalli rari è il nome convenzionale assegnato ad un gruppo di oltre 50 metalli. Sono anche denominati metalli tecnologici, metalli strategici o metalli minori. In genere si definiscono -rari- quando la produzione annua mondiale è inferiore alle 25.000 tonnellate. Il termine metalli rari è entrato in uso nell’URSS nel 1920 e questi elementi sono a volte indicati come metalli meno comuni.  Al grande pubblico è più noto il termine di terre rare, qualche volta confuse con i metalli rari. Le terre rare indicano invece 17 elementi distinti, appartenenti alla più vasta categoria dei metalli rari. Esse posseggono eccezionali proprietà magnetiche, ottiche, catalitiche e chimiche.

Per rarità non si intende che ce ne siano poche in natura ma per la difficoltà di estrazione, in quanto si trovano disperse in piccole percentuali in mezzo ad altri tipi di rocce. E questo spiega perché sono stati scoperti relativamente tardi. Per rendere l’idea, la loro quantità varia, in termini di peso rispetto alla massa del materiale estratto, da dieci a poche centinaia di parti per milione. Senza questi elementi una qualsiasi apparecchiatura elettronica sarebbe molto più ingombrante e pesante. Un telefono cellulare, per esempio, occuperebbe lo spazio dello schermo di un PC. Per questo sono considerati -Facilitatori- per tecnologie complesse.

Applicazioni:

Magneti permanenti (automobili elettriche e ibride e  per turbine eoliche).  Batterie ricaricabli( dispositivi elettronici e strumenti). Catalizzatori per auto. Catalizzatori Fluid Cracking (utilizzati nella raffinazione del petrolio greggio).

Polveri lucidanti (lucidatura di vetri, lenti, chip di silicio, schermi e monitor. Additivi per il vetro (proprietà variabili del vetro. Fosfori (fosfori per LCD e TV a colori). Trasporti e veicoli (motori elettrici di automobili ibride e veicoli elettrici; batterie; convertitori catalitici).

Aerospace and Defence (applicazioni elettroniche, satellitari, ottiche, radar e magnetiche; sistemi di precisione missilistica).

Health Care (magneti permanenti per i dispositivi di imaging medico, come la risonanza magnetica; moderne macchine chirurgiche, come quelle per ambulatori robotizzati).

Energia pulita (tecnologie energetiche avanzate, turbine eoliche, batterie per auto elettriche e luci ad alta efficienza energetica; fibra ottica; refrigerazione magnetica).

Elettronica (prodotti più veloci, più piccoli e più leggeri; display a colori; dispositivi di comunicazione e informatica; tecnologia intelligente). Petrolchimica (raffinazione di petrolio greggio; leghe metalliche speciali). Vetro e ceramica (produzione, composti lucidanti e additivi per il vetro).

Fino a dieci anni fa la domanda globale era di entità modesta; poi con l’avvento della transizione energetica (leggi ristrutturazione tecnologica capitalista) è cresciuta fino a diventare il segmento in maggiore ascesa. La produzione di parchi eolici, pannelli fotovoltaici e veicoli elettrici, comporta una quantità impressionante e diversificata di minerali.  Basti pensare che una automobile elettrica necessita di una quantità di metalli fino a sei volte superiore ad una con motore termico (alimentato con idrocarburi). Per i motori elettrici ad alta prestazione, oltre alle terre rare, sono necessarie notevoli quantità di litio, cobalto, manganese e grafite, per ottenere alte prestazione e lunga durata delle batterie. Ciliegina sulla torta: il potenziamento delle reti elettriche divorerà una enorme quantità di rame e alluminio… E pensare che le chiamano auto-ecologiche.

Ma è nel procedimento estrattivo che si trova il cuore della truffa; a partire dallo sbancamento a cielo aperto di interi territori. Significativa è la vicenda del ricco giacimento spagnolo di monazite, scoperto nel 2016. La concessione acquisita dalla Quantum Mineria, per una miniera a cielo aperto fu bloccata dalla cittadinanza, preoccupata per la contaminazione delle falde acquifere e la distruzione dell’ecosistema.

I minerali in cui si trovano questi elementi sono complessi, il che ne rende difficile la separazione, con conseguente alto dispendio di energia e acqua. Praticamente, per ogni tonnellata di terre rare estratta sono emessi tra 9600 e 12000 metri cubi di rifiuti, sottoforma di gas concentrati, acido fluoridrico, anidride solforosa e acido solforico, 75 metri cubi di acque acide e una tonnellata di scorie radioattive (torio e uranio). I reagenti necessari sono costosi e pericolosi per l’uomo e per l’ambiente. I costi operativi sono elevati a causa delle dimensioni dell’infrastruttura e delle spese di esercizio. Inoltre, attualmente il tasso di riciclaggio non raggiunge l’1% e non esistono validi sostituti.

La distribuzione sul pianeta dei metalli rari sembra casuale. Il Sudafrica è il principale produttore di platino e rodio; la Russia di palladio, gli USA di berillio; il Brasile di palladio; la Turchia di borato; il Rwanda di tantalio; la Repubblica Democratica del Congo di cobalto. Ma sono i cinesi i primi produttori (e consumatori) di questi metalli, fondamentali per l’economia della transizione energetica. Il colosso asiatico è anche il principale produttore di terre rare, con il 63% della produzione globale. Altro dato impressionante è che, secondo alcuni studi, i capitali cinesi controllerebbero l’85%-90% del mercato globale; quindi sarebbero in forte vantaggio nella corsa agli investimenti sulle fonti energetiche rinnovabili.

E qui emerge il paradosso della Cina come principale oppositore delle proposte occidentali alla Cop26; (conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021). Là dove, il presidente cinese Xi-jinping dichiarò che il suo paese non avrebbe -de carbonizzato- la propria economia fino al 2050. Astuto o pragmatico?  Comunque sia, la Cina continuerà ad alimentare il proprio sur-plus produttivo con gli idrocarburi (magari importandoli dalla Russia) e nel frattempo proseguirà a devastare gli ecosistemi; in Africa, in Sud America, in casa propria e in qualunque luogo sarà possibile, per procurarsi le materie prime per la micro-elettronica.

Naturalmente anche i paesi occidentali contribuiscono a questa duplice accelerazione catastrofica; se attualmente lo stanno facendo in misura minore lo si deve al fatto di avere -delocalizzato- (già da decenni) gran parte delle attività minerarie, per concentrarsi sulla progettazione-produzione di apparecchiature ad alto valore aggiunto, o servizi, e non certo per sensibilità ambientale. Perciò, dal punto di vista ecologico la Cina è la maggiore potenza entropica globale, dissipatrice di materie prime ed energia; in competizione con gli USA.

Scriveva Marx che a ogni epoca storica corrisponde una nuova tecnologia …-La quale permea di luce propria le tecnologie delle epoche precedenti-. Dal punto di vista ecologico, ogni nuova tecnologia corrisponde a un nuovo tipo di materie prime indispensabili per realizzarla. Simbolicamente, il carbone si identifica nella locomotiva a vapore; il petrolio nell’automobile; l’elettricità nella televisione e negli elettrodomestici; e infine, l’elettronica nel PC e nella telefonia cellulare. E per le nuove merci, le più recenti e in rapida evoluzione, servono metalli e terre rare: il petrolio del futuro.

Comunque, nella quasi- guerra fra Cina e USA non pesa solo l’ingordigia di energia e materie prime, intervengono aspetti politici, sociologici, psicologici, economici e storici imprevedibili. La storia si ripete per ciò che riguarda i sentimenti umani, ma nella realtà dei fenomeni è sempre diversa; come sono state diverse, e saranno, le tecnologie utilizzate dai sapiens. Nessuno possiede la sfera di cristallo; ma, siccome Il legame con la natura è imprescindibile per riprodurre la specie, le nuove tecnologie e materie prime dovrebbero essere usate solo per quei prodotti necessari per preservare la vita, come la ricerca scientifica di base, l’istruzione e la sanità pubblica.

La pretesa di micro-informatizzare e accelerare in progressione le attività umane appartiene alla nuova e irrisolvibile contraddizione fra ambiente naturale e capitale. In fondo, che importanza può avere sparare un’opinione irrilevante su twitter, in confronto al ritorno dell’Assiolo in primavera dopo una lunga migrazione?

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