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Il centrosinistra ha sempre fallito serve una sinistra di classe

Intervista rilasciata da Ferrando su il manifesto del 10-01 Non cambia nulla. Per Marco Ferrando, portavoce del Partito comunista dei lavoratori (0,8% alle ultime europee) il tentativo (o la minaccia) di una lista autonoma della sinistra (Prc, Pdci, Sel, etc.) in alcune regioni contro il Pd e il Pdl è viziato dalla preferenza per il centrosinistra in quasi tutte le regioni. «Vedremo tra 15 giorni cosa resterà di questa proposta, noi lavoriamo ad altro», spiega Ferrando. «Intanto in molte realtà come Piemonte e Liguria – insiste – Rifondazione ha perfino fatto cadere la vecchia pregiudiziale contro l’Udc, e per anni sia il Prc che i partiti di Sinistra e libertà hanno lavorato nelle giunte disastrose di Bassolino, Loiero o Burlando».
«E’ la solita storia, Ferrero e Vendola temono di essere scaricati dal centrosinistra e allora provano a riposizionarsi a sinistra», attacca Ferrando. Il suo partito, il Pcl, si candiderà da solo e fuori dai due poli di centrosinistra e centrodestra in quasi tutte le regioni. «Comunque stiamo all’opposizione», alza le spalle Ferrando.
Secondo lui l’unica collaborazione a sinistra è l’unità d’azione sul terreno sociale: «un fronte unico anticapitalista con l’obiettivo di uno sciopero generale ‘alla francese’, prolungato e non una tantum». Con Prc e altre forze di sinistra il Pcl punta sulle lotte nelle fabbriche. Attualmente Ferrando conta 300 aziende occupate in tutta Italia. «Noi proponiamo alla sinistra e a tutti i sindacati di promuovere un coordinamento nazionale di tutti i lavoratori in lotta, sostenendoli con una cassa comune e un ‘parlamento delle sinistre’, un’assemblea permanente dove concordare e discutere le iniziative comuni». Nulla di meno, nulla di più.
La linea del partito «trotskista» è la stessa di sempre: costruire «un polo di classe alternativo e autonomo dalle coalizioni della sinistra con i liberali o con i cattolici borghesi». «Questo tipo di centrosinistra – dice – è stato già sperimentato moltissime volte e ha sempre fallito, anzi, ogni volta Berlusconi è tornato al governo più forte di prima proprio perché rafforzato da quelle macerie».
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