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“Caro” Mario Monti

di Onide- Caro Mario Monti, sono un bambino italiano di 32 anni e stavo scrivendo la letterina per Babbo Natale, ma purtroppo stamattina ho sintonizzato la tv su la7 ed ho incrociato il tuo sguardo così moderato, il tuo atteggiamento così rassicurante, e le risate dei tuoi ministri che annuivano a tutte le tue “eccezionali” riforme strutturali dello stato, tagli alla spesa pubblica, alla inevitabilità delle riforme sulla precarizzazioni del lavoro ed alla progressiva demolizione di quelle poche effimere giustizie sociali che facevano parte della “obsoleta” macchina statale. E’ fantastico, finalmente, vedere come il capitalismo si sia personificato in un solo individuo e come tanti politici , anche “democratici”, abbiano appoggiato le tue manovre da uomo onnisciente d’economia. Senza trucchi ,in tv il capitalismo parlava di sacrifici ma anche di un futuro per la “ridistribuzione”. Ma quale futuro? Un futuro futuribile? Oppure tra 10 anni ci sarà qualcun altro a fare altri tagli, a parlare di crisi o di spread?

Capisco perché all’asilo chiamano il tuo nipotino “Spread”: l’unica certezza che avevi nel tuo lungo e “barboso” monologo da parroco, era che lo spread era calato. Hai avuto parole sferzanti di critica per “B”, ma non so perché a quel “puffo sadico e patetico” si debba per forza dare importanza, anche quando oramai, non lo sopportano neppure i suoi servi . Sai che dopo un’ora di parole al vento e risatine della prima fila della tua platea, non so se scriverò la letterina a Babbo Natale! E lo sai perché? Perché Babbo Natale non ha un lavoro sicuro, e si è speso la tredicesima pagando l’ Imu, la Tarsu anticipata, perché entrerà in vigore da Marzo 2013 la nuova Tares, perché ha pagato le rate dell’Irpef, ha pagato la rata del condominio, ha acquistato le catene per la neve ( obbligatorie per legge, ma più economiche delle gomme termiche), ha saldato tutte le bollette del gas, luce e acqua, ha fatto il pieno di benzina (e qui non capisco come mai non usi le renne), ha pagato la polizza dell’assicurazione della casa e dell’auto. Hai parole “moderne” per tutto: la tua “agenda” per l’Italia; non scendi in politica, ma vorresti “salire” in politica, tanto da gratificare quel mondo in cui sei entrato con passo felpato, dalla porta di servizio, accettando uno scranno da senatore a vita e da cui, ho capito, non ti caverai più dalle balle!

Sappi che non mi va giù che Babbo Natale non mi porti regali: sono parecchio furioso ( per usare un eufemismo). E tu che assomigli a Gene Wilder di Frankestein hai sempre belle idee: l’Italia deve scommettere sulle sue capacità e sui suoi cervelli… ma quelli che non sono dei “fenomeni” cosa faranno? Faranno Impresa? Realizzeranno un “sogno” come dice Briatore? Diventeranno manager? Caro Dott.Frankestein nel film gridavi “Si può Fareeee!”. Nella realtà dici al Re Giorgio: Missione Compiuta Presidente!

Caro Mario, spero che tuo nipote Spread non veda il mondo dall’ufficio di una banca!
Ma da dietro un bel tornio, o dietro a una macchina a controllo numerico, oppure passi le sue giornate di lavoro con le scarpe sporche di fango. Ma sempre a testa alta, con l’orgoglio di aver fatto il suo ONESTO lavoro per la comunità, per il bene di tutti e senza sfruttamento.
Puoi fare lo stesso tu, Mario?

Caro Spread: spero che tu cresca bene ed in salute, fuori da quell’aria viziata di banchieri miliardari, sobri, ma ricchi sfondati. Spero che tu possa studiare in un’università pubblica, che tu possa viaggiare il mondo a spese di tuo nonno, conoscendo il mondo e le ingiustizie che tuo nonno ora chiama “rivoluzione liberale”. Così forse in te crescerà la voglia della Vera Rivoluzione, quella Comunista. Noi intanto lottiamo perché non ci siano altri bambini di 32 anni che credano ancora a Babbo Natale, né che esistano altri popoli oppressi, che aspettano inutilmente un leader che liberi la loro coscienza da quel poco di consapevolezza che gli è rimasta. Augurandoti che quando sarai grande tu possa godere della Democrazia Proletaria, nella quale “… la necessità di osservare le regole semplici e fondamentali di ogni società umana diventerà ben presto un abito.” 

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