Solo rovesciando il capitalismo si può spazzare via la barbarie

volantino_dicembre_2015L’orribile strage di centinaia di persone innocenti a Parigi misura la barbarie dell’ISIS: un movimento fascista islamico il cui progetto totalitario ha peraltro come prima vittima le masse arabe e medio orientali (di ogni fede).

La barbarie dell’ISIS è però figlia indiretta della barbarie dell’imperialismo e della sua pretesa di un nuovo ordine mondiale dopo il crollo dell’URSS.

È figlia di 20 anni di guerre e occupazioni militari in Medio Oriente, col loro carico infinito di sofferenze e orrori.

È figlia del fallimento delle rivoluzioni arabe: inizialmente sospinte dalla ribellione di massa, democratica e laica, contro regimi dispotici sostenuti dall’Occidente, ma presto condotte su un binario morto dalle forze amiche dell’imperialismo.

È figlia delle complicità e connivenze, passate o presenti, degli alleati locali dell’Occidente: diverse monarchie, dittature e regimi antidemocratici, dall’Arabia Saudita alla Turchia, che hanno finanziato, coperto, armato le milizie dell’ISIS per i propri interessi locali.

Proprio per questo ci opponiamo all’ipocrisia di tutti i governi “democratici” dell’imperialismo, che tagliano lavoro, sanità, pensioni ma annunciano nuove spese di guerra.

Guerra per la democrazia? Quella di Al Sisi in Egitto, che condanna a morte gli oppositori; quella di Erdogan in Turchia, che chiude i giornali; o quella Saudita che lapida le donne?

Guerra per la civiltà? Quella che ha diviso la nazione araba con la riga e il compasso, che difende l’occupazione sionista della Palestina o che nega l’autodeterminazione dei Kurdi?

Il capitalismo e l’imperialismo non sono “la soluzione” per l’ISIS: sono il problema.

Per questo la lotta all’ISIS, per la sua distruzione, deve muovere dal versante opposto.

Quello della resistenza kurda, quello della resistenza palestinese, quello della resistenza democratica siriana che si oppone sia ad Assad sia al fondamentalismo.

Solo il movimento operaio, insieme alle masse oppresse arabe e mediorientali possono costruire un’alternativa alla barbarie: contro l’imperialismo, contro Isis, contro il sionismo. Ridisegnando la carta del Medio Oriente in base al diritto di autodeterminazione di ogni popolo oppresso. Ciò che è possibile solo su basi federative e socialiste.

Ai lavoratori e alle lavoratrici italiane diciamo: i nostri alleati sono i lavoratori, gli sfruttati, gli oppressi di ogni parte del mondo. Indipendentemente dalla religione e dal colore della pelle. Le classi capitaliste e i loro Stati sono ovunque dall’altra parte della barricata: quella dello sfruttamento, dell’oppressione, delle guerre di rapina.

IL CAPITALISMO HA FALLITO.

SOLO UNA RIVOLUZIONE SOCIALISTA PUÒ LIBERARE L’UMANITÀ DALLA BARBARIE.

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