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Intervista al candidato Giacomo Turci – Parte VI: un programma rivoluzionario ma non utopistico

D. Abbiamo toccato molti temi all’ordine del giorno, mi vuole sinteticamente riassumere il programma del PCL per Forlì?

1) Contro i licenziamenti, le chiusure o delocalizzazioni delle aziende. A sostegno delle lotte operaie, il Comune dei lavoratori si farà promotore di un coordinamento dei delegati delle fabbriche in crisi, aperto a tutte le forze sociali e ai singoli cittadini che non vogliono pagare la crisi del capitalismo: disoccupati, precari, studenti , giovani proletari e pensionati poveri. Basta ! con le lotte separate azienda per azienda, occorre unire la classe lavoratrice, costruire un grande movimento operaio, PER RIVENDICARE LA NAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE CHE CHIUDONO, LICENZIANO O DELOCALIZZANO (sotto il controllo dei lavoratori e senza indennizzo alla proprietà).Se si usano risorse pubbliche per salvare un’azienda, pubblica deve essere la sua proprietà.

2) Creazione di UNA CASSA DI RESISTENZA a copertura delle perdite salariali negli scioperi, finanziata con una raccolta fondi di solidarietà fra i cittadini e con la collaborazione dei sindacati.

3) Per il diritto alla casa: ESPROPRIO DEGLI APPARTAMENTI SFITTI di proprietà dei gruppi immobiliari, banche , assicurazioni e clero, per darli a chi ha bisogno e per calmierare il prezzo degli affitti. Ristrutturazione ad uso sociale delle proprietà comunali. Basta cementificazione ma recupero degli immobili esistenti fuori e nel centro storico.

3) Tutti i servizi devono tornare ad essere di PROPRIETA’ PUBBLICA: trasporti, acqua, luce e gas, nettezza e manutenzione urbana, scuole comunali . Abolizione del precariato dei dipendenti comunali, con assunzione a tempo indeterminato, salari e diritti dignitosi. Tariffe proporzionali al reddito. Abolizione delle tasse sulla prima casa.

4) SALARIO MINIMO GARANTITO (di almeno 1000 euro) ai giovani e i disoccupati in cerca di lavoro (come leva per un aumento generalizzato dei salari attuali).

5) BILANCIO COMUNALE TRASPARENTE E COMPRENSIBILE, stipendio del Sindaco e degli assessori pari allo stipendio di un comune impiegato.

D. È un programma molto ambizioso…. Ma alle elezioni politiche a Forlì avete preso lo 0.6%, circa quattrocento voti e nelle comunali precedenti ancora meno. Mi scusi, ma come potete pensare di realizzare un programma come il vostro? Insomma da un punto di vista elettorale contate poco.


R. Intanto il nostro programma riflette ciò che siamo e cosa vogliamo. A quale civiltà aspiriamo. Una civiltà di liberi ed uguali che noi chiamiamo comunismo. Non pensiamo che sarà la società perfetta, magari ci saranno altri problemi, ma sarà comunque una società più evoluta di quella attuale. Noi non siamo certi che il nostro programma si realizzerà ma siamo certi che sia necessario per non regredire alla barbarie.

Insomma per noi le elezioni sono il veicolo per le nostre idee, un mezzo per far conoscere il nostro programma alle masse.

Non ci interessa entrare nella top ten di chi fa a gara a bastonare le classi subalterne, non ci interessano le poltrone. Ci interessano solo i lavoratori. È per questo che non ci siamo mai compromessi come fanno i partiti o i movimenti espressione della borghesia. E poi da quando in qua le elezioni hanno cambiato le cose? Solo la rivoluzione cambia le cose e la rivoluzione non si fa nei palazzi ma nelle piazze.

Questo non vuol dire che sottovalutiamo l’importanza del voto. Noi lo consideriamo come un’adesione a un programma, per una società senza servi né padroni.

D. Dei duri e puri, insomma.

R. Lo prendo come un complimento… nel senso che i nostri principi sono scolpiti nel granito. E questo ci ha permesso, in un momento di confusione come questo, di non seguire i partiti sedicenti di sinistra in un pantano che li ha annientati, come è successo a Rifondazione.

Ci ha permesso marcare il confine e non inseguire a destra le forze di sinistra che attuano politiche padronali, guerre umanitarie e simili come il PD.

Le pare poco? Per anni ci hanno ripetuto che un certo grado di compromesso era necessario per portare a casa qualche vittoria. Abolizione della scala mobile, precarietà, cancellazione dell’articolo 18… tutte belle vittorie del compromesso, non c’è che dire. Non sarà ora di mettere in discussione la politica del compromesso?

D. Mi sembra che le vostre proposte siano fuori dal tempo, il socialismo ha fallito e ha prodotto dittature. 

R. Il socialismo, così come è stato concepito da Marx, Engels, Rosa Luxemburg, Lenin, Trotsky e anche dal nostro Gramsci non si è mai realizzato.

La rivoluzione russa è stata un evento storico straordinario, ma è stata sconfitta; nel senso che il proletariato ha preso il potere politico ma non è riuscito ad edificare il socialismo. Ha vinto la burocrazia di Stalin che poi ha di nuovo espropriato le masse diventando l’oligarchia che oggi governa la Russia.

Su questo le citerò Trotsky, “O la classe operaia si libererà della burocrazia o si instaurerà di nuovo il capitalismo”. Raramente una previsione è stata cosi azzeccata … e oltre settanta anni fa.

Per questo siamo antistalinisti.

Nel bel mezzo di questa crisi economica senza precedenti non è difficile intuire che Marx aveva ragione, lo ha persino ammesso il TIME. Il capitalismo ha palesemente fallito, ma nessuno sembra metterlo in discussione… Naturalmente solo i comunisti possono farlo.

D. Per concludere… un’ultima ragione per votare Partito Comunista dei Lavoratori.

R. Le ragioni mi pare di averle dette tutte, se non sono stato convincente ormai è troppo tardi.

Allora concluderò così:

Rompete le vostre catene, unitevi alla nostra lotta.

Non fatevi illusioni; chi non si ribella sarà schiavo per sempre.

Per Forlì Comune dei lavoratori 
Votate Partito Comunista dei Lavoratori

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