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OPERAIE, OPERAI! SOLO LA LOTTA PAGA !

Domani 20 gennaio, ore 13.00 di fronte alla Confindustria di Faenza, manifestazione delle lavoratrici Omsa. Il PCL invita a mettersi in contatto con il presidio Omsa per presidiare la fabbica e bloccare lo smantellamento del sito produttivo.

Il PCL appoggia incondizionatamente la lotta delle operaie OMSA in difesa del proprio lavoro e della propria vita e pensa vi siano innumerevoli motivi per respingere la chiusura e continuare la lotta coi mezzi adeguati a conseguire la vittoria dei lavoratori,anche con l’occupazione degli stabilimenti. In primis non vi e’ nessun motivo per accettare che 350 persone vengano lasciate a casa con il solo scopo di aumentare il profitto di un unico proprietario, visto che l’azienda non si trova in una situazione di crisi e vuole chiudere a Faenza per delocalizzare dove i lavoratori sono più sfruttabili.
Non e’ assolutamente vero che la crisi sta finendo,anzi,i grandi banchieri stanno usando i soldi regalati dagli stati di tutto il mondo per nuove speculazioni, che porteranno a un ulteriore crollo dell’economia finanziaria e di conseguenza di quella reale e dei livelli occupazionali, quindi i lavoratori licenziati avranno pochissime possibilita’ di ritrovare un impiego decente.

La chiusura sarebbe un ulteriore mazzata per tutti i lavoratori della provincia,diminuendo ancora di più il loro potere contrattuale e creerà un pericoloso precedente; accettandola passerebbe il messaggio che i padroni possono fare ovunque quello che vogliono e che i lavoratori sono impotenti.

La proprieta’ ha gia ricevuto aiuti pubblici,e questo e’ gia un buon motivo per chiederne l’esproprio.La fabbrica e’ dei cittadini contribuenti e di quelli che vi lavorano… Nerino (il padrone) non morira’ certamente di fame.

Ma soprattutto e’ l’esperienza a dirci che solo con la lotta dura si possono ottenere risultati concreti per i lavoratori, ce lo dicono la storia plurisecolare del movimento operaio come le esperienze più recenti:da quelle di migliaia di lavoratori argentini che,dopo la crisi del 2001, decisero di occupare e autogestire le aziende che chiudevano,cacciandone i padroni e ottenendone in molti casi l’esproprio senza alcun indennizzo per i vecchi proprietari,a quella dei lavoratori della INNSE di Milano che,invece di accettare la chiusura, hanno occupato l’azienda,resistito agli sgomberi,bloccato strade,creato una rete di solidarieta’ attorno alla lotta che alla fine e’ risultata vincente; ce lo dicono oggi i lavoratori di ALCOA e EUTELIA che hanno preso esempio da quelli della INNSE e stanno ottenendo risultati concreti. Queste storie non ci dicono solo che e’ possibile cacciare i padroni ma che anche i risultati parziali(come puo’ essere il mantenimento del lavoro o peggio l’aumento degli ammortizzatori sociali dopo il licenziamento)si ottengono mettendo in campo la forza dei lavoratori,PERCHE I PADRONI SI DECIDONO A CONCEDERE QUALCOSA SOLO QUANDO HANNO PAURA DI PERDERE TUTTO! Poi,purtroppo,dietro di noi abbiamo anche un’altra esperienza,quella negativa,quella di 20 anni di concertazione da parte dei sindacati confederali,quella degli scioperetti simbolici e delle trattative a perdere che hanno regalato ai capitalisti enormi profitti e ai lavoratori solo sconfitte,quella di una storia che non si deve ripetere!

In ogni caso noi saremo a fianco delle lavoratrici Omsa sapendo che se sapranno autorganizzarsi, prendendo decisioni autonomamente, mettendo in campo la loro forza,potranno ottenere una vittoria,non solo per loro, ma per tutti i lavoratori!

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