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I fascisti a cena coi PaDroni, i comunisti in strada coi lavoratori

In merito al presidio del 15 marzo, organizzato contro la vergognosa serata dedicata da Casa Artusi a Benito Mussolini ci preme rispondere a quanti hanno voluto trovare “fuori luogo” la giusta indignazione di chi ancora ritiene Mussolini ed il fascismo una pagina vergognosa e criminale della storia d’Italia.

Il segretario locale del Partito Democratico Di Maio ha scritto: “Manifestare in modo scomposto, accusando indebitamente figure istituzionali importanti di voler riabilitare il fascismo, prendendo a pretesto una serata dedicata ad un approfondimento storico, e’ qualcosa di assolutamente incomprensibile (e che non vogliamo neppure immaginare possa essere collegato ad un necessita’ di visibilita’ in viste delle elezioni regionali)”.

Al di là del gratuito giudizio sul modo di gestire il presidio, che proprio per la sua natura di protesta, non ha alcun bisogno di essere difeso. Innanzitutto, vorremmo ricordare al disinformato Di Maio che il PCL, non essendo presente alle elezioni regionali a causa delle vergognose leggi elettorali, volute anche dal PD, che impongono la raccolta di un numero smisurato di firme, propone l’astensione dalle urne. Inoltre, quello che ci interessa sottolineare, è la meschinità delle motivazioni che sono state portate per giustificare la decisione di annoverare Benito Mussolini tra le figure illustri di Romagna. È a dir poco ignobile che un’amministrazione comunale non trovi nulla di meglio per pubblicizzare dei prodotti enogastronomici che elevare un criminale come Benito Mussolini al rango di “figura notabile della storia” perché questa è la realtà dei fatti: Mussolini è e resta un criminale e Casa Artusi altro non è se non un ristorante che ama definirsi “centro di cultura gastronomica”. E ancor più ignobile è il fatto che a difesa di un simile atto ci si difenda dietro alla “Medaglia d’Oro al Valore Civile per lo straordinario apporto dato dalla popolazione civile alla lotta di Liberazione”, quasi che l’essere insigniti di un’onorificenza antifascista permetta di compiere qualsiasi bassezza (tanto ormai la medaglia ce l’hanno data, no?). A noi pare l’esatto contrario. Pensiamo che proprio il rispetto per la memoria dei nostri partigiani, coloro che il fascismo lo combattevano fucile in spalla e certo non lo invitavano a cena, avrebbe dovuto far riflettere gli amministratori e distoglierli da quella che non può essere definita altrimenti se non una demente trovata pubblicitaria.

La storia non può essere stravolta da bieche necessità economiche (quella che ipocritamente è stata definita “modernità” altro non è se non la volontà di piegare tutto al guadagno). Le figure istituzionali coinvolte (Zoffoli, Frassineti e Conti, che rivendicano rispettabilità e spirito antifascista), usano soldi pubblici per organizzare simpatiche cenette o per installare centinaia di telecamere in tutta la provincia invece di pensare ai bisogni dei lavoratori e poi hanno il coraggio di sentirsi offese dal presidio e chiamano “squadristi” coloro che sono intervenuti a protestare (fra cui l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia). Chiediamo a loro che provino a pensare, se ancora un barlume di integrità gli è rimasta, quanto offensiva possa essere stata la commemorazione di Mussolini a Casa Artusi e la loro presenza incravattata alla serata, per chi la storia è abituato a leggerla nella prospettiva reale e non dimentica il sangue versato per la liberazione dal fascismo.

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Una risposta

  1. Che ha detto:

    Questo dimostra non solo la loro meschinità, ma la loro completa promisquità con il fascismo liberista e il suo spirito della jungla del più forte basata sull'interesse privato. Ma non si illudano: il “crapapelata” fu, rimane e rimarrà uno dei più grandi criminali della storia. Noi impediremo con qualsiasi mezzo un ritorno al passato. La storia va avanti,il progresso ci deve portare avanti ma nel rispetto di coloro che morendo in battaglia ce lo hanno permesso. Se lo stampino nella fronte i fascistoni, i liberisti dell'ordo seclorum, e i padroni criminali e sfruttatori della vita dei lavoratori.
    Hasta la victoria siempre!
    Che.

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