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A Pistoia un’ operazione di polizia in perfetto stile sudamericano

Quello che è accaduto ieri a Pistoia è gravissimo e si può apertamente parlare di una provocazione organizzata ai danni degli antifascisti toscani. Riportiamo la cronaca dei fatti


ore 16,30-17
Avviene la presunta e strana aggressione alla sede di “Casapound” (organizzazione fascista al servizio del PdL ndr) posta a poche centinaia di metri dal circolo 1° Maggio dove è prevista una assemblea per discutere del fenomeno rondista.
ore 18,30 la polizia si presenta davanti al circolo. Prende le generalità dei presenti e di chi sta arrivando. Chi arriva, seppure nella meraviglia si sottopone all’accertamento e pensa di poter poi continuare l’ assemblea.
Evidentemente un ordine dall’alto fa cambiare atteggiamento alla polizia che carica sulle auto i presenti, una ventina ( poi, da mia verifica, 17) e li porta in questura.
Alla questura arriva un giovane avvocato amico di uno dei fermati che fa poi da collegamento con noi fuori. Arriva anche qualche genitore in quanto tra i fermati ci sono minorenni (16 anni. Quando arrivo, intorno alle 21,30 c’è solo un compagno di Cecina pochi, di Pistoia.
Dalle 22 cominciano ad arrivare, a gruppetti, compagni da Firenze, Livorno, Massa. Io sono l’unico della Versilia-Lucca.
Alle 22,30 siamo a 50-60 presenze. La strada è occupata e il traffico bloccato. Le auto che arrivano dalle due parti sono costrette a fare inversione.
A mezzanotte sono usciti, con il verbale in mano 4 ragazze ed un ragazzo, prima due, poi una, poi un”altra e un’altra.
Dopo mezzanotte qualcuno pensa bene di andare a prendere pizze e bibite per i trattenuti.C’è stanchezza, ma anche voglia di solidarietà.
Qualcuno si organizza per andare a prendere le auto dei fermati rimaste davanti al circolo 1° maggio
Nel percorso passano davanti alla sede di Casapound dove sono presenti una decina di individui. Si noti che durante il denunciato attacco, nella sede era presente un iscritto e il consigliere comunale di AN PDL Tomasi (ovviamente li per caso, come dichiara al Tirreno).
Tornando al verbale dato in copia ai fermati, simile, nella sostanza, a quello rilasciato al gestore del circolo, risulta che la polizia sia arrivata al circolo 1° Maggio, dopo l’attacco a Casapound, su “indicazione confidenziale”.
Si parla di testimoni oculari che avrebbero visto una quindicina di giovani scappare dalla sede attaccata con in mano bastoni e cinture che poi si sarebbero reinfilate.
Sempre nel verbale si dichiara che la polizia era entrata al 1° Maggio alla ricerca di mazze, bastoni e “tirapugni”. Si dichiara inoltre che, dopo circa mezz’ora di perquisizione, niente si era trovato.
La situazione di Pistoia è di forte tensione. Già l’anno passato c’erano stati scontri dopo l’apertura della sede di Casapound in una zona storicamente antifascista a due passi dalla storica Breda.
In quella occasione è stata organizzata un’ importante manifestazione antifascista regionale alla quale abbiamo aderito anche noi come Partito Comunista dei Lavoratori.
L’operazione Casapound è ovviamente un’operazione di provocazione come altre sul territorio nazionale. La scelta di Pistoia andrebbe maggiormente indagata, ma credo che la priorità di un sito o di un’altro sia legata alla disponibilità di presenze più o meno occulte e di destri in doppio petto tipo il consigliere Tomasi AN-PDL. Credo che a monte della mappatura di queste organizzazioni fasciste (ma che fanno ampio uso di populismo) ci sia un’attacco (questo dichiarato) alla “rossa Toscana e la ricerca di situazioni più deboli (o presunte tali) sull’ antifascismo, e più attrezzate per presenze fasciste (militanti e/o finanziatori) in loco.
Sul fronte della mobilitazione si nota però una grande reattività. La stessa assemblea in corso nella giornata di ieri dimostra la volontà di incontro e di collaborazione di realtà diverse (erano presenti compagni/e di Firenze, Pistoia, Livorno), mediamente molto giovani.
Noi, come PCL toscano, siamo stati tra i primi a cogliere questo elemento e a lavorare per allargare il fronte di organizzazione antifascista e antirazzista.
Prima il CAAV in Versilia (momento di collegamento già consolidato in due anni di lavoro) , poi il CAAT lanciato appena il 19 settembre scorso e che vede ancora e nuove adesioni, hanno colto l’ essenza di un bisogno, quello di trasformare una sparpagliata resistenza, in una più compatta forza d’attacco.
Bisogna crederci e lavorarci!
Domenico Marsili PCL Versilia

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