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Le burocrazie sindacali “battono cassa”…. per conto di Confindustria

Dal sito nazionale PCL: wwwpclavoratori.it 
L’accordo tra Confindustria e sindacati confederali sulle politiche economiche- celebrato alla festa nazionale del PD- è un manifesto della subalterneità delle burocrazie sindacali al capitale in crisi.

Confindustria integra di fatto CGIL, CISL, UIL in una comune lobby di pressione sul governo per riequilibrare la pressione del blocco berlusconiano. Se Berlusconi ha imposto la centralità dell’eliminazione dell’IMU- a vantaggio di ceti proprietari immobiliari- Confindustria chiede un intervento riequilibratore a vantaggio degli interessi del profitto d’impresa, in vista della prossima legge di stabilità. Le burocrazie sindacali si riducono a battere cassa per conto di Confindustria.

Il testo dell’accordo è emblematico. Ai lavoratori sono dedicate due righe, in ordine alla necessarie “detrazioni fiscali per lavoratori e pensionati”. Per il resto è un elenco interminabile di rivendicazioni capitaliste, di ben altra sostanza: abbattimento dell’IRAP, “riduzione delle tasse sugli immobili d’impresa”, sostegno al “rafforzamento patrimoniale delle imprese”, “agevolazioni fiscali stabili e automatiche per l’innovazione delle imprese”, “stabilizzazione permanente delle detassazioni e decontribuzioni per le misure di incremento della produttività del lavoro”, più estesa “garanzia pubblica per il credito alle imprese”, rafforzamento della “detassazione degli utili reinvestiti”, nuovo “fondo pubblico a sostegno della ristrutturazione dell’impresa”, maggiori tagli alla spesa pubblica per liberare nuove risorse a vantaggio delle imprese.

In soldoni: un nuovo enorme travaso di risorse pubbliche nelle tasche dei padroni, pagate direttamente o indirettamente dai lavoratori. Per di più usati come sgabello del gioco negoziale di Confindustria.

Il PD ha celebrato la cerimonia dell’accordo: comprensibilmente essendo un partito padronale alla ricerca (eterna) dell’investitura. Ma le sinistre politiche e sindacali non hanno nulla da dire? Evidentemente l’attesa e speranza di un accordo col PD per un prossimo governo di centro sinistra ( Renzi- Vendola) consiglia il silenzio. Che è solo la metafora della sudditanza al PD. E la prefigurazione di ciò che si vuole allestire: l’ennesimo scambio a perdere tra ruoli ministeriali e svendita dei lavoratori.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

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