Marò: la destra plaude, la sinistra tace e il sole splende

È freschissima la notizia che i marò Girone e La Torre saranno processati in Italia, investiti dalla Santissima Immunità Funzionale riservata ai Servitori della Patria Marina e del capitalismo italiano.

La diffusione della notizia è avvenuta con il rappresentante della Farnesina che, in pompa magna, ha annunciato un gigantesco traguardo dopo anni di immensi sforzi diplomatici, lo stesso giorno in cui in Presidente della Camera, Roberto Fico, ha definito l’accordo con l’Egitto per la tanto acclamata “Verità per Regeni” un gigantesco “cazzotto sulla faccia di tutti gli italiani”.

Lo Stato italiano dovrà tuttavia risarcire le famiglie di Valentine Jelastine e Ajesh Binki (che per chi non lo sapesse sono i pescatori indiani, la quale esecuzione preventiva ha impedito che diventassero pericolosi pirati. Insomma, gli Edward Teach del Mare delle Laccadive).

È finita bene. La politica estera aggressiva ma corretta del governo Conte bis è riuscita a contenere i danni e a fare gli interessi di tutti. Per fare questo, assieme al governo indiano, permuterà i due pescatori con 30 monete d’argento, mentre due “assassini” (come li ha sempre considerati l’India e altro termine ci sfugge) sono stati affidati alla giustizia italiana.

La destra plaude, la sinistra tace e il sole splende.

Nella realtà, quanto è stato  fatto è leggermente diverso. Tutti sanno che dopo tutta la vicenda dei marò, che oltre alla tragedia, ha toccato la farsa quando la politica si è schierata, nessun tribunale italiano si azzarderà mai a emettere una sentenza sfavorevole. Una bacchettata sulle mani, e in ginocchio dietro alla lavagna.

L’aspetto più grave è che, per la sensibilità europea, due pescatori indiani non hanno il valore dei due graduati che gli hanno sparato.

I marò erano in India per scortare una petroliera italiana, dallo Sri Lanka verso il Gibuti. Incrociato il peschereccio St Anthony e ritenendo di essere sotto attacco dei pirati, hanno sparato uccidendo 2 membri dell’equipaggio indiano.

Il precedente è forte e l’ambiguità lo è ancora di più. Come se si potesse sparare dalla finestra a chi passa accanto alla propria auto perché lo si ritiene un potenziale ladro.

Dunque, a farla franca sono sempre i soldati, mentre chi sgobba per portare un pezzo di pane (o in questo caso di pesce) “a casa sua” può essere assassinato e poi “comprato” a mo’ di risarcimento per tacitare gli animi.

La dimostrazione più lampante, in tempi in cui il Black Lives Matter era ancora in nuce, che la vita dei proletari nel sistema capitalista è una merce come tutte le altre.

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