CONTRO I FASCISMI VECCHI E NUOVI PER UN 25 APRILE DEI LAVORATORI

Come ogni anno, e come ogni giorno, ci battiamo affinché il 25 aprile non sia una vuota ricorrenza fatta solo di processioni e corone di fiori, spesso posate proprio da esponenti di quei partiti che la Resistenza la tradiscono tutti i giorni nei loro atti.

Da anni in Romagna è in atto una vergognosa opera di recupero della memoria fascista, mascherata da tutela del patrimonio artistico e architettonico, ma che di fatto non prevede spazi per la divulgazione e il ricordo degli ideali dei partigiani, per la narrazione delle loro storie, per la preservazione degli avvenimenti, per l’insegnamento alle future generazioni. Questa vergognosa politica messa in atto da partiti che hanno l’ardire di definirsi di sinistra ha fatto del fascismo e delle sue rovine un’attrazione per turisti di dubbio gusto.

Sempre più spazi vengono lasciati nelle nostre città a organizzazioni fasciste del terzo millennio, come si sono autodefinite, che mettono in scena indegni spettacoli di intolleranza, razzismo, sessismo e omofobia. Sempre più spazi sono occupati, nel Web e non, da nuovi populismi xenofobi, che non si fanno scrupolo di diffondere notizie false, di manipolare l’informazione, di aizzare l’odio contro i migranti e di incanalare la rabbia di disoccupati e lavoratori in un vicolo cieco, che conduce sempre a sbattere contro lo stesso muro, il muro dei padroni e dei borghesi, che questi partiti difendono fedelmente.

Il sogno di progresso e di pace che animava quelli che oggi ci sembrano visi sbiaditi in bianco e nero era ben diverso dalla società nata da quella lotta. L’ideale di Versari, Carini, Corbari, Boldrini, Fusaroli è stato tradito e calpestato, anche da coloro che oggi li commemorano: gli stessi che non si fanno scrupoli a portare avanti una guerra aperta a lavoratori e lavoratrici, giovani, pensionati, immigrati, cancellandone i diritti, avallandone i licenziamenti, tagliando scuola, sanità, servizi sociali.

La Resistenza è oggi sul posto di lavoro, nella lotta contro l’abolizione dei diritti dei lavoratori e lo smantellamento dello stato sociale, la Resistenza è nella lotta dei lavoratori davanti ai cancelli delle loro fabbriche che chiudono, la Resistenza è arrivare a fine mese con una pensione da fame, la Resistenza è nella lotta alla violenza sulle donne e alla loro oppressione.

LAVORATORI, DONNE, GIOVANI E MIGRANTI!

IL 25 APRILE È VOSTRO!

È ora di riprendere la lotta!

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