Maria Callas

Maria Anna Cecilia Sofia Kalogheropoulou nacque a New York il 2 dicembre 1923 da genitori immigrati dalla Grecia. All’arrivo negli States modificarono in cognome da Kalogheropoulou in Kalos, poi nel corso degli anni, per via del modo di pronunciarlo degli americani, divenne Callas.

La famiglia decise di trasferirsi dopo la perdita di un figlio a causa del tifo.

Maria, fin da piccola, mostrò eccezionali doti musicali, sia nel canto che nella composizione. Si dice che a 4 anni cantando per la madre creò in strada un ingorgo causato dagli automobilisti fermi per ascoltarla. Dopo pochi anni entrò in coma a causa di un incidente stradale, e come scrisse la madre, ne uscì solo dopo ventidue giorni. Maria disse che durante i giorni del coma sentiva della musica che era solo nella sua testa.

Non appena il padre aprì una farmacia a Manhattan, nel 1930, riuscì a pagare lezioni di canto e di pianoforte a Maria, che imparò il canto italiano e francese, sempre secondo la madre, a quell’età -8 o9 anni- già era in grado di sostenere l’Habanera, di Bizet.

La svolta però avviene nel 1937, quando con la madre e la sorella tornò in Grecia ed entrò al conservatorio di Atene, dove si diplomò in canto e pianoforte. Dopo diversi saggi e parti minori, sempre nel teatro lirico, nel 1939 ascese al primo ruolo da protagonista con Cavalleria Rusticana, dove interpretò Santuzza. Così tra il pubblico si iniziò a parlare per la prima volta di Maria Callas.

Con la guida di Elvira Hidalgo interpretò Il Trovatore di Verdi e Norma di Bellini. Poi nel 1940 fu nuovamente protagonista nel ruolo di Suor Angelica nell’omonima opera del Trittico.

Da quel momento entrò in ruoli sempre più virtuosisti, dai soprani rossiniani alla Beatrice in Boccaccio di Von Zuppe, e Tosca nell’opera di Puccini.

Durante l’occupazione nazista in Grecia, la Callas interpretò Fidelio (che parla di un evasione, Beethoven disse che è “un opera dedicata alla libertà”) e non si sa fino a che punto il contrasto con l’occupazione nazista fosse una coincidenza, fu criticata dai connazionali di collaborazionismo in quanto il Fidelio è un’opera di un compositore tedesco in lingua tedesca. Le accuse erano false. In primo luogo la preparazione del Fidelio iniziò prima dell’occupazione tedesca, in secondo luogo, la famiglia Callas ospitava militari inglesi e partigiani greci, e Maria nelle pause dai teatri cantava per loro accompagnandosi al pianoforte. Si dice che durante un rastrellamento cantò per alcuni ufficiali delle SS, i quali ammaliati dalla sua voce non approfondirono la perquisizione, quindi, non trovando i partigiani che ospitavano. Rilevante è che durante gli anni della guerra, costretta a cantare nelle taverne e nelle peggiori bettole di Atene, riusciva da sola a cantare duetti alternando i ruoli da soprano con quelli da tenore.

Finita la guerra tornò in America dove venne coinvolta in una truffa da un impresario teatrale, interpretò un ruolo nella Turandot, poi, nel 1947 arrivò in Italia.

Il primo ingaggio fu per La Gioconda di Ponchielli, che accettò in cambio di un compenso molto basso, ma che le diede la possibilità di cantare con Dominici. Dopo l’esperienza areniana con La Gioconda approdò alla Fenice, nel ruolo di Isotta nel Tristano e Isotta di Wagner. Nello stesso periodo si fidanzò con Dominici, suo primo marito.

Fu consacrata al successo da Tullio Serafin, che tuttavia la chiuse in un repertorio quasi esclusivamente wagneriano, con lui interpretò Parsifal e La Valchiria.

Dopo qualche anno ottenne il ruolo di Elvira ne I Puritani.

Gli anni successivi specializzarono una voce strabiliante, assieme a un miglioramento nella recitazione in senso coreografico (era finita l’epoca del canto, e probabilmente influenzata dal cinema si concentrò molto anche sulla parte coreografica delle esibizioni). Divenne una cantante estremamente versatile, nonché una delle più richieste dell’epoca.

Partecipò a diversi spettacoli, ognuno un successo, in quegli anni, durante la rappresentazione scaligera di Anna Bolena, dovette interrompere l’aria “Al dolce guidami, Castel natio” perché l’orchestra era sovrastata dal pubblico che gridava “Divina!” appellativo che ancora oggi le è attribuito.

Nel 1957, ormai star internazionale, conobbe ad una festa Aristotele Onassis, che iniziò uno sfrenato corteggiamento, invitandola persino, con il marito, ad una vacanza assieme a lui e a Winston Churchill.

In quel periodo la pressione della fama iniziò a pesarle, cominciò a pensare di concludere la carriera, anche la voce dava segni di cedimento. Non si sa cosa successe in quella vacanza, ma al ritorno la Callas si disse innamorata di Onassis, lasciando quindi Menghini poco tempo dopo.

Anni dopo, Onassis decise di sposare Jaqueline Kennedy, vedova del Presidente, la Callas cadde in uno stato di profonda depressione, tentò la strada del cinema con Medea nel film di Pasolini. Dopo altre brevi tournée Maria Callas muore a Parigi il 16 settembre 1977 per arresto cardiaco.

La sua vita terminò così, resa immortale dal suo estro e dal suo talento, che ancora oggi è immutato punto di riferimento nel mondo della musica.

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