Ai nostri posti contro i fascisti vecchi e nuovi

“Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca,

contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case e delle nostre officine.

 Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.”

Sono passati 75 anni da quando il 25 aprile 1945 Sandro Pertini pronunciò queste parole che sarebbero passate alla storia come l’ultima fatica dei partigiani, che, ormai prossimi alla vittoria continuavano senza sosta alcuna a combattere contro i pochi presidi nazi-fascisti rimasti sul territorio italiano.

Già da molti anni, le giunte locali, ma anche l’espressione territoriale dei partiti di governo o di opposizione, oltre che molti sindaci o consiglieri comunali, hanno provato in ogni modo a gettare fango sulla Liberazione. Uno dei casi più noti nella “Romagna Rossa” fu un consigliere di Forza Italia, poco ferrato in storia, che criticò la presenza di simboli “comunisti” nel corteo.

Senza contare le ormai sterili allusioni all’antifascismo di certi esponenti delle Istituzioni, che della Resistenza si ricordano solo in questa occasione e solo per posare qualche corona di alloro qua e là.

Non ci stupisce un post come quello recentemente pubblicato dal consigliere della Lega di Forlì, che “da vero leone” ha fatto sparire poco dopo. Sappiamo che il fascismo è un virus che in casa Lega prospera indisturbato. Siamo abituati alla volgarità, alla vigliaccheria e alla stupidità dei neofascisti. Quello che riteniamo inaccettabile è il silenzio con cui si è assistito e si assiste a questi episodi agghiaccianti, soprattutto in un momento di profonda sofferenza sociale.

A 75 anni dalla Liberazione è ancora necessario combattere contro l’idiozia del qualunquismo e contro il neofascismo.

A 75 anni dalla Liberazione è ora di una nuova Resistenza, che non sia sterile commemorazione, corone di alloro e marcette, ma che sia antifascismo concreto e praticato, ogni giorno in ogni settore, nelle lotte sociali, per ricacciare questi rigurgiti maleodoranti al loro posto. Nella pattumiera della storia.

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