Tornare ai massimi sistemi

Di Riflessoincodizionato

In questi giorni si moltiplicano appelli, consigli, ricette e suggerimenti su come sopportare la reclusione forzata nelle proprie abitazioni. Ogni intellettuale, artista, politico, web-influencer, filosofo, professionista o dilettante, dice la sua e alla propria maniera. Così, dai media e dai social, esondano soluzioni adatte per tutti, molte delle quali più o meno scontate; del tipo – facciamoci una briscola o una chiacchierata con la nonna, che prima non se la filava nessuno-. Nel complesso, però, la sostanza non cambia: “Bisogna tornare a valorizzare le piccole cose, che sono il sale della vita” dicono, come se prima della pandemia la gente si fosse sempre occupata dei massimi sistemi.

Ma quando mai! Se c’è stato un periodo della storia in cui la superiorità dell’Uomo sugli animali potrebbe essere messa in discussione è proprio questo ultimo decennio. E non riguarda soltanto la maggioranza del popolo: illuso, deluso… e infine rassegnato a una vita precaria, ma purtroppo anche quelli che si ritengono evoluti, di sinistra o addirittura comunisti, attenti alla politica e ai problemi che affliggono il mondo. 

Evoluti, certamente! Però ognuno a suo modo; e allora questo comunismo-progressista- naif è diventato il riconoscersi nell’ultimo prodotto della rete, che assomiglia alla propria filosofia personale, al proprio comunitarismo immaginario. Allora ci si attacca allo smart-phone e si -postano- immagini, o banalità in poche parole sull’ultimo argomento in questione, come se bastassero le -condivisioni- per realizzare qualcosa; come se bastasse uno slogan per spiegare le cose. Ora per esempio è il virus a scatenare la rete, domani chissà.

Non è così! Non ha mai funzionato così: lo sanno tutti che bisognerebbe smettere di inquinare, che la natura è più potente dell’Uomo, che i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi, che bisognerebbe fare questo e quello… Già, ma come?

Non cosa fare ma come fare, questo è il problema!

Per esempio, una volta finita l’emergenza, presto si spera, chi pagherà il debito pubblico che i generosi banchieri, europei e mondiali, ci stanno mettendo sul groppone per salvare i loro profitti? Lo vedete come sono stati veloci a rottamare i dogmi economici che fino a ieri sembravano incisi sulle tavole del Signore? C’è da scommettere che -dopo-, con la stessa prontezza, diranno a reti unificate: “Il virus è stato sconfitto! E ora bisogna rimboccarsi le maniche per salvare l’economia…e chi rema contro è un traditore!” Eh, altro che incapaci! Le classi dirigenti e dominanti, in quanto tali, hanno la vista lunga.

In conclusione, invece di sprecare questo tempo prezioso nelle piccole attività domestiche, in passatempi infantili, nell’inno nazionale cantato sul balcone, come vorrebbero lor signori, perché non cominciare a occuparsi dei massimi sistemi? Discutere di economia, di storia, di politica, e perché no di filosofia; di come organizzarsi per cambiare le sorti del mondo: ognuno mettendo in comune le proprie conoscenze. Per tornare un giorno a occupare le piazze… e con le idee chiare, questa volta.

Affanculo le piccole cose!

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