Welfare e 4 denari: dopo la beffa, è arrivata l’elemosina

Prima di ottobre 2018, nel comune di F. a guida PD, chi usufruiva dei pasti comunali e dei servizi a domicilio (cooperativa con personale oss) non pagava tale servizio se non superava determinati criteri economici.

Tuttavia, a ottobre arrivò a tutti gli utenti una comunicazione che specificava che, in base alle normative regionali, per chi prima usufruiva di tali servizi gratuitamente ora non sarebbe stato più possibile farlo: tali servizi erano ora a pagamento in base al reddito.

Si tratta ovviamente di pensionati con un reddito bassissimo, per i quali questo aumento va incidere pesantemente nel proprio bilancio annuale di sopravvivenza (il servizio rimane gratuito solo per chi non supera i 3000€ annui).

Per chi arranca tutti i mesi tra bollette e spese varie questo servizio ora costa tra i 1800 e 2400 € annui.

Il comune di F., non sapendo che pesci pigliare, ha liquidato chi ha chiesto spiegazioni dell’aumento.

La risposta è stata: “fate richiesta e vi sarà pagata una bolletta”, senza specificare come e quando.

Nel febbraio 2020, l’amministrazione comunale di F., con il fondo regionale per la non autosufficienza finanziato dalla regione Emilia Romagna, ha approvato senza richiesta degli utenti del servizio, “un rimborso parziale della spesa sostenuta per il servizio dei pasti a domicilio, usufruito nell’anno 2019”.

Si potrebbe pensare che in fin dei conti non si tratti di un grande disagio economico, ma non è così.  Per i due mesi del 2019 in cui è entrato in vigore il nuovo pagamento (novembre e dicembre), il rimborso è stato pari a un quarto della cifra pagata. Se la matematica non è un’opinione, ciò significa che dalle tasche di ogni pensionato a basso reddito scompariranno cifre considerevoli grazie a questo metodo di pagamento antisociale.

Invece di invertire la rotta, chi si dichiara di essere di “sinistra” (anche se è un orrore definire il PD di sinistra) fa sempre più tagli al welfare, ai servizi destinati ai pensionati a basso reddito, alle scuole pubbliche e alla sanità pubblica. Ora, ai tempi del coronavirus si emergono con terribile chiarezza tutti i tagli fatti agli ospedali e al personale medico, con lavoratori costretti a fare turni massacranti.

È ora di dire basta a queste politiche di lacrime e sangue, finalizzate solo a ingrossare il portafogli di chi non ne ha bisogno: imprenditori, banche, Vaticano, sanità e scuole private.

È ora che il proletariato prenda in mano i mezzi di produzione e che si formi un governo dei lavoratori, che abbia veramente a cuore i loro interessi, la loro salute e benessere, per eliminare ingiustizie, sfruttamento e oppressione.

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