La donna non si Lega

di Nikita

Premetto che oggi non scrivo per voi. Voi, noi, siamo soggetti consapevoli, fautrici, ognuna con il proprio contributo, di una piccola rivoluzione giornaliera al femminile. Voi, noi, non abbiamo bisogno di queste mie parole. È per questo che mi rivolgo alle altre, alle belle dormienti che tutto accettano, passive o complici.

La bellezza della realtà al femminile è, da sempre, intrinsecamente legata alla sua complessità, alle sue poliedriche sfaccettature. Questo ovviamente implica la diversità di pensiero, ma ci sono eccezioni che risultano non comprensibili.  Ad esempio le donne della Lega. Su questo argomento sono state dette e scritte molte cose, e sicuramente da fonti più autorevoli di me, ma sento ugualmente l’ esigenza di fare una riflessione semplice semplice, piccola piccola.  Parto da una citazione tratta dalla prima pagina di “Io sono Matteo Salvini. Intervista allo specchio.” di Chiara Giannini (pubblicato peraltro dalla  Altaforte Edizioni, quella esclusa dal Salone del Libro di Torino, per  intenderci): “ Il suo cognome è il più cliccato su Google Italia. È l’uomo più desiderato dalle donne dello Stivale, anche, di nascosto, da quelle di sinistra, malgrado non abbia propriamente la faccia da latin lover.”

L’uomo più desiderato dalle donne dello Stivale? A parte l’inizio agiografico (che è, per inciso, quello utilizzato per descrivere la vita dei santi) e ridicolmente maschilista, questa donna, questa sedicente giornalista crede veramente che le donne italiane “anche, di nascosto, quelle di sinistra” che ogni giorno combattono per trovare un lavoro e mantenerlo, per studiare per un concorso che mai ci sarà, che lottano come single, madri, divorziate, omosessuali, trans, ecc. ecc., questa donna, dicevo, crede veramente che le donne italiane abbiano tempo e voglia di far diventare Matteo Salvini il proprio sogno erotico? Matteo Salvini è il sodale di Simone Pillon, senatore della Lega, creatore del gruppo parlamentare “Vita famiglia e libertà”, promotore del Family Day e, dulcis in fundo, inventore del famigerato ddl 775. Il decreto Pillon lo conosciamo tutte noi donne di sinistra, sappiamo che è un decreto repressivo, un attacco alle donne e alle conquiste femminili. Forse però non tutte sappiamo (e certo non le belle addormentate leghiste) che contro questo decreto si sono espresse le relatrici speciali ONU con una lettera al governo italiano inviata il 22 ottobre 2018 in cui si parla di un “tentativo di ripristinare un ordine sociale basato su stereotipi di genere e relazioni di potere diseguali e contrarie agli obblighi internazionali in materia di diritti umani”.  Sorvolo, in questa sede,  sui diritti umani calpestati, è sufficiente pensare al Decreto Sicurezza bis. Dunque le donne della Lega trovano accettabile questo terribile ritorno al passato, questo rinnovato potere sessista a metà tra il Medioevo ed il ventennio fascista? A guardare i video al Papeete Beach di Matteo Salvini verrebbe da pensare di sì. Le cubiste dalle grazie leopardate dovrebbero offendere qualsiasi donna perché non di donne si tratta, ma di corpi da esibire in un’ottica maschilista che credevamo sepolta o quantomeno relegata a becere pubblicità. Certo, non si pretende che le leghiste diventino all’improvviso delle Carola Rackete, che, nel bene e nel male, ha sfidato Salvini dimostrando del coraggio, ma che abbiano un rigurgito di dignità femminile, questo sì.

Ecco, se nel cielo di San Lorenzo avessi visto cadere una stella, forse questo desiderio avrei espresso: donne della Lega, invece di insultare sui social quelle che non idolatrano il vostro Capitano, svegliatevi! Non accettate questa violenza barbara! E ve lo dico con il cuore in mano perché, per me, davvero tutte le donne contano, anche quelle che, come voi,  preferiscono chiudere gli occhi. Non sarà però il bacio di un principe azzurro a svegliarvi, ma il morso letale di un serpente velenoso.

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