Fridays For Future a Forlì.

Di Riflessoincondizionato

Nonostante molti giovani siano coscienti dei mutamenti climatici e sensibili alle conseguenze, nel giro di due mesi il movimento Fridays For Future si è ridotto in maniera consistente. A Forlì il recente corteo era di poche centinaia di persone a fronte del migliaio la volta precedente: hanno lavorato bene i pompieri.

Non c’è da meravigliarsi, da sempre ciò che nasce al di fuori del controllo delle classi dirigenti, specialmente se riguarda le nuove generazioni, deve essere diviso, frammentato, strumentalizzato, corrotto e ricondotto alla norma.  

E poco importa, anzi fa gioco, se il risultato è fallimentare. Ma questa volta si è sfiorato il grottesco e ciò ci conforta perché è un segno evidente di crisi; di una contraddizione che i politicanti al servizio dei distruttori del pianeta non possono risolvere, salvo rendersi ridicoli. Infatti al corteo di venerdì, tanto per esempio, insieme al Sindaco e vari consiglieri, candidati e portaborse vari, c’era uno striscione con la scritta “No inceneritore!”, obsoleta in sé perché fuori tempo massimo, che diventava, appunto, grottesca alla presenza dei suddetti signori. Poi, le iniziative che sarebbero seguite nel pomeriggio: scorpacciata al parco urbano, conferenze varie e omelie di vario genere, sembravano fatte a posta per tacitare il tutto, per addormentare un movimento nato sulla base di una emergenza reale, che può ottenere risultati soltanto se si oppone duramente al sistema dominante.

O si tolgono ai privati i mezzi di produzione: le industrie, i trasporti, la ricerca, l’agricoltura eccetera, per metterli al servizio dell’umanità e non solo del profitto, o il futuro sarà nero per tutti quelli che non occupano i piani alti della classifica, ma sarà dura anche per lor Signori, stavolta, perché i soldi non si respirano.

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