Rogo della Kastamonu a Codigoro – Come sempre i profitti prima dei lavoratori

Da giorni la ex Falco, oggi Kastamonu, brucia. L’incendio interessa 180 mila metri cubi di materiale, di legname e non meglio precisati “scarti”, e sembra che durerà ancora a lungo. Di fatto in assenza di certezze su cosa stia bruciando e su che pericolo rappresenti questo materiale per persone, alimenti e animali.

Il sindaco invita a “stare chiusi in casa”.

Tuttavia, la produzione non è stata interrotta e gli operai sia della ex Falco che della adiacente Valfrutta hanno continuato a lavorare tra svenimenti, vomito e malessere fisico pesante. L’intera area circostante e l’adiacente centro abitato, Caprile, sono impregnati dal fumo prodotto dall’incendio.

Ancora una volta un’azienda avvelena il nostro territorio, e continua ad avvelenare i propri lavoratori e quelli delle aziende limitrofe, nonché tutti gli abitanti della zona.

Ancora una volta il profitto viene prima delle persone e mentre ci si affanna a capire se questo inquinamento lascerà tracce negli alimenti di origine vegetale e animale, gli operai sfruttati dalle aziende possono tranquillamente continuare a lavorare in queste condizioni disumane, l’importante è ridurre al minimo i danni ai profitti.

Sappiamo già da ora che nessuno pagherà per eventuali errori, perché l’ambiente e la nostra salute non entrano nei bilanci delle aziende, per cui aria, acqua, suolo e umanità sono solo fattori economici da spremere.

Chiediamo il blocco immediato della produzione senza danno per lo stipendio dei lavoratori e la tutela della loro salute, prima del profitto dell’azienda.

Chiediamo che venga fatta immediata chiarezza sulle sostanze effettivamente andate in fumo e sulle modalità con cui viene protetta la popolazione.

SONO LE AZIENDE CHE INQUINANO E AVVELENANO I LAVORATORI

NESSUNA TUTELA DELLA SALUTE E DELL’AMBIENTE È POSSIBILE IN UN SISTEMA ECONOMICO DOMINATO DAL PROFITTO DI POCHI

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2 Risposte

  1. Filippo ha detto:

    Sono RLS dell’azienda in questione e vi ho votato per anni, ma dopo questo articolo non posso che prendere pesantemente le distanze da Voi.
    C’è scritta una montagna di inesattezze tali che sono assai certo che avete scritto sta letterina senza nemmeno esservi presentati in loco.
    Innanzitutto sta bruciando legna, non cose mistiche. Legna di seconda o terza mano , ma pur sempre legna.
    Punto secondo non ci sono stati né svenimenti ne vomito, solo qualche leggero e sporadico mal di testa dovuto alla sovraesposizione al fumo, lo stesso mal di testa di chi si presenta in una sala poker dove tutti hanno il sigaro in mano, per capirci.
    Non esistono operai sfruttati in Kastamonu, in quanto tutti percepiscono una giusta e regolare retribuzione, a differenza Delle feste dell’unità dove si genera profitto alla faccia dei volontari.
    Non è stata interrotta nessuna produzione in quanto l’azienda NON è in produzione! Ma un cantiere con ristrutturazioni e manutenzioni.

    Come vedete avete scritto un sacco di cose false e ci avete fatto una pessima figura.

    Prima di sparare sentenze dovreste perlomeno interpellare chi davvero ci lavora lì dentro , non fare i filosofi dal divano di casa vostra!

  2. PCL Romagna ha detto:

    Caro Filippo, che tu prenda le distanze da noi ci dispiace ma desideriamo puntualizzare quanto segue. Noi in loco ci siamo andati, eccome. Abbiamo una persona che monitora la situazione e ci fornisce le informazioni. Che sta bruciando legna ce lo auguriamo, ma il dubbio che non sia solo legna è stato riportato dai giornali, che hanno parlato di “scarti”. Inoltre, legna come? Trattata con cosa? Verniciata? Sono tutte domande che abbiamo sollevato e a cui vorremmo risposta. Perché non ce la fornisci tu? Quanto al vomito e ai malori, sono stati accusati dai lavoratori della vicina Valfrutta, alcuni dei quali si sono recati dal pronto soccorso e hanno presentato regolare certificato medico all’azienda. Tutto questo da informazioni nostre di prima mano. L’azienda in produzione è l’adiacente Valfrutta, che ha interrotto i turni (dalle informazioni forniteci) solo una notte per decisione unilaterale dell’azienda.
    Tu, Filippo, dici che ci voti da anni (cosa di cui dubitiamo profondamente) e dici allo stesso tempo che non ci sono lavoratori sfruttati alla Kastamonu perché percepiscono regolare retribuzione. E ci mancherebbe. Ci viene da dire che della dottrina marxista non hai capito molto, visto che TUTTI i lavoratori sono sfruttati. In TUTTE le aziende. Se poi davanti a un incendio di queste proporzioni vengono anche obbligati ad andare a lavorare (come alla Valfrutta) in presenza di potenziali gravi rischi per la salute e tu derubrichi tutto a una “sala dove si fuma il sigaro”.. beh, non sappiamo davvero che dirti. Ma visto che sei RLS e noi siamo così disinformati… perché c’era una catasta di legna di quelle dimensioni? Insomma, permettici di dubitare molto che questa sia veramente la posizione di un RLS… che dovrebbe tutelare la salute dei propri colleghi, specialmente in casi come questo, ma la posizione dell’azienda, che ha naturalmente tutto l’interesse a che non si parli della questione e a che non si pongano domande.

    In ogni caso, tutte le informazioni nel nostro comunicato di solidarietà ai lavoratori e alla popolazione colpita sono di pubblico dominio…. https://www.estense.com/?p=710352

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