Sciopero generale del sindacalismo di base – PCL Romagna presente!

 

I lavoratori ex Ferrari si uniscono ai #lavoratori della cooperativa LB per chiedere l’assunzione di chi è rimasto fuori in barba all’accordo del 31 agosto e il cambiamento delle terribili condizioni di #lavoro in cui operano i carropontisti LB, trasformando questa giornata di #scioperogenerale in una giornata di #lotta

Il padronato cerca di dividere i lavoratori dentro le scatole cinesi delle cooperative, occorre unire le vertenze, dentro e fuori le fabbriche!

#Ferrari #Cofari #SGB #Sciopero #Ravenna #Marcegaglia

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RIPRENDERE LA LOTTA!

RISPONDERE ALL’OFFENSIVA PADRONALE!

PER UNO SCIOPERO GENERALE DI MASSA!

Il 27 ottobre l’area più classista del sindacalismo di base (SGB, CUB, SiCobas, SLAI COBAS, USI-AIT) ha promosso un’azione di sciopero generale contro il padronato, contro il governo, su una piattaforma di rivendicazioni classiste. Una piattaforma positivamente estranea a pericolose suggestioni sovraniste che oggi attraversano anche ambienti sindacali di avanguardia.

Il Partito Comunista dei Lavoratori sostiene questa azione di sciopero.

In un contesto segnato dalla continuità dell’offensiva padronale contro il lavoro, da una legge di stabilità che elargisce un’altra pioggia di miliardi ai padroni, da un clima generale di carattere reazionario particolarmente concentrato contro i migranti, l’azione di sciopero del 27 ottobre rappresenta un momento positivo di unità di lotta di settori di avanguardia della classe. Settori di avanguardia già protagonisti di importanti lotte di settore, in particolare nei trasporti e nella logistica, dove la sindacalizzazione e il coinvolgimento di lavoratori immigrati sul terreno della lotta acquista tanto più oggi una valenza politica non solo sindacale.
Al tempo stesso è evidente che proprio la gravità dell’offensiva in corso contro il lavoro pone l’esigenza di ricomporre una risposta di massa della classe lavoratrice, ben oltre la dimensione dell’avanguardia: l’unica risposta in grado di incidere sui rapporti di forza tra le classi e di aprire dal basso un cambio di scenario. Questa esigenza si scontra oggi principalmente con la politica di totale passività della burocrazia CGIL, tutta protesa a ricercare un nuovo quadro di concertazione con padronato e governo. Una burocrazia che oggi rifiuta la via dello sciopero generale persino di fronte alle risposte sprezzanti del governo in tema di pensioni. Una paralisi che contribuisce non solo alla sconfitta sindacale, ma alla deriva politica reazionaria in atto.
Il PCL porterà dunque tra i lavoratori, nelle assemblee e nelle iniziative di lotta, l’esigenza centrale di un vero sciopero generale di massa contro governo e padronato, chiamando in causa apertamente le responsabilità della CGIL. Dentro questa logica e prospettiva di massa, contrasterà come sempre all’interno dell’avanguardia, laddove si manifesti, ogni logica di frammentazione e autocentratura minoritaria.

Solo una svolta unitaria e radicale del movimento operaio, solo un fronte unico di classe e di massa che rimetta al centro dello scontro politico le ragioni del lavoro, può contrastare efficacemente la valanga reazionaria in atto.

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