OTTO PUNTI DI CLASSE PER L’OTTO MARZO – #5 STUDIARE E FORMARSI È UN DIRITTO!

472532 : (Vincenzo Tersigni / EIDON), 2010-11-30 Roma - Manifestazione di studenti universitari e medi contro la riforma Gelmini - Gli studenti dietro i loro scudi libri - Roma 30 Nov 2010 Gli studenti dietro i loro scudi libri Manifestazione di studenti universitari e medi contro la riforma Gelmini (EIDON) - fotografo: Vincenzo Tersigni / EIDON

Informazione, formazione e accesso alla conoscenza non hanno genere o classe!

È aperta la strada all’esistenza di un’infanzia forte e sana; è aperta la strada ad una gioventù vigorosa chiama la vita con tutta la sua gioia, una gioventù libera nel sentimento e nei suoi affetti! (A. Kollontaj, Il comunismo e la famiglia, 1921)

Le ragazze entreranno a scuola, l’8 marzo, circondate dalla bellezza della loro giovinezza, colorate nelle felpe, mostrando orgogliose il loro fiore giallo, anche se poco o nulla sanno delle battaglie che hanno portato a questa festa, teneramente inconsapevoli di quanto ancora ci sia da lottare.

Guardarle genera sentimenti contrastanti. Allegria perché sono fantastiche mentre vanno estatiche incontro alla vita. Tristezza perché la loro vita, quella vera, quella delle donne di carne e non di carta patinata, è molto diversa da come se la immaginano.

Saranno tirocinanti non pagate usate da uno Stato che si garantisce, sotto la maschera iniqua di utili stages, personale qualificato totalmente gratuito.

Saranno insegnanti precarie costrette a fare chilometri su chilometri, a girare come trottole per brevi supplenze solo per assicurarsi qualche punto in più in graduatoria.

Saranno docenti neo-immesse in ruolo obbligate da una legge scellerata a lasciare terra d’origine, marito e figli per essere sbattute a migliaia di chilometri di distanza, in una realtà spesso sconosciuta, quando non ostile.

Saranno donne senza un lavoro, senza un compagno, sgomente ed angosciate di fronte ad una gravidanza indesiderata, sole ad affrontare il calvario della ricerca disperata di un ospedale dove esista un medico non obiettore.

Questo dunque è un destino già scritto? No. Rifiutiamo una società che ci vuole vestite solo di rosa e che non ci permette di infilarci i pantaloncini da calcio per giocare con i maschi.

Pretendiamo che ci venga insegnato a scuola come evitare un figlio non voluto, facciamoci portare nei consultori per conoscere metodi e costi dei contraccettivi, tempi e luoghi per un’interruzione di gravidanza il meno traumatica possibile.

Combattiamo contro il numero chiuso delle università perché questo colpisce le proletarie tra noi, non certo quelle che possono iscriversi ad un’università privata.

Diamo battaglia affinché venga abolita una legge vergognosa come quella della “Buona Scuola” che cede ai bisogni padronali e consente di farci sfruttare da uno Stato menzognero. Ribadiamo con forza il nostro diritto allo studio per tutti e tutte.

COSA VOGLIAMO

  • Educazione senza stereotipi di genere: fin dall’infanzia una rigida divisione in ruoli sessuali pregiudica lo sviluppo e la felicità futura di milioni di bambine e di bambini. Perché gli stereotipi di genere sono deleteri anche per i maschi. La scuola deve garantire un’educazione libera, laica e priva di stereotipi sessisti, razzisti e religiosi in qualsiasi ordine e grado. Fenomeni quali il bullismo e la violenza sessista sono all’ordine del giorno nelle scuole e sono il prodotto di una cultura machista e maschilista che imperversa nelle famiglie.
  • Eliminazione di fondi alle scuole private: basta fondi pubblici alle scuole dei preti. Queste scuole perpetrano gli stereotipi di genere con i soldi stessi dei lavoratori. È ora di dire basta alla presenza della Chiesa nella vita degli sfruttati, utile solo a perpetuare le loro condizioni di sfruttamento e ad accettare la povertà come destino voluto da Dio.
  • Eliminazione della Buona Scuola: è necessario eliminare questa vergognosa controriforma targata PD che trasforma le scuole in aziende e concentra i poteri in dirigenti-padroni, esternalizza le risorse affidando inoltre i servizi legati alla scuola in mano a cooperative ed enti privati. È la scuola di Marchionne: si distrugge la libertà di insegnamento e si abituano gli studenti ad essere gli sfruttati di domani.
  • Eliminazione dei tirocini non pagati: il lavoro gratuito è sempre inaccettabile, anche quando viene mascherato da tirocinio formativo. Un doppio vantaggio per i padroni: mettere in competizione tra loro gli studenti e ottenere manodopera supina e conciliante a costo zero, accecata dalla speranza di un posto di lavoro che non si materializzerà mai.
  • Eliminazione del numero chiuso alle università: l’istruzione universitaria deve essere libera, gratuita e accessibile a tutti e tutte. L’istruzione la formazione non è di chi se la può permettere! È inoltre necessario promuovere la presenza e l’accesso delle donne a facoltà stupidamente considerate ancora maschili.
  • Programmi di educazione sessuale e accesso ai consultori: a studenti e studentesse (e non solo) deve essere garantito l’accesso gratuito e anonimo ai servizi sanitari e di assistenza nei consultori pubblici, le informazioni sull’accesso e sulla fruizione di tali strutture devono essere fornite in tutte le scuole. Inoltre devono essere messi in campo programmi di educazione sanitaria e sessuale in tutte le scuole di ogni ordine e grado, per la promozione di una contraccezione consapevole e della maturazione psicofisica degli individui.

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