La sostanza del nome

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3 Risposte

  1. Trotsko ha detto:

    Rifondazione si chiama comunista e ha la falce martello, come il PCI di Berlinguer. Il Partido Obrero non ha la falce martello e non si chiama comunista: ma lo è!
    Le sezioni del wsws.org non usano la falce martello e nessuna sezione si chiama comunista, eppure sono comunisti.
    A furia di nascondersi dietro i simboli si rischia di far brutte figure… a furia di soffermarsi sull’apparenza senza guardare alla materialità dei fatti ci si comporta come gli avversari di classe.

  2. pclromagna ha detto:

    Ritengo opportuno chiarire il senso del mio art.”la sostanza del nome”pubblicato su questo sito nei giorni scorsi.
    Innanzitutto non era mia intenzione affermare che “il nome” di un partito o di una qualsiasi organizzazione è sempre coerente con la politica che mette in pratica. Infatti, in conclusione, affermo testualmente:” Chi viola la coerenza fra ciò che fa e il come si rappresenta è condannato all’oblio”.
    Il riferimento a Rifondazione e a tutti i partiti o organizzazioni politiche che si fregiano di simboli (o nomi) il cui significato è diverso, se non opposto, alla politica che attuano , mi sembrava evidente.
    Forse per maggiore chiarezza avrei dovuto scrivere che chi tradisce il nome che si è scelto, come pubblica certificazione della propria identità, è condannato al fallimento.
    So bene che vi sono organizzazioni: partiti, movimenti e associazioni che pur non avendo un chiaro riferimento al comunismo lo sono in pratica; ma comunque nel nome vi si trova sempre (salvo, probabilmente, eccezioni che confesso di non conoscere) qualche riferimento alla classe lavoratrice o genericamente al socialismo.
    Il DIP turco, (partito dei lavoratori rivoluzionario) e il Partito Obrero argentino ne sono l’esempio; e ciò , invece che smentirla, mi sembra che confermi la mia tesi.
    Ci tengo a precisare che sono pienamente cosciente che non bisogna soffermarsi sulle apparenze che, in politica, spesso celano la degenerazione della sostanza. Tuttavia il nome, il simbolo e la bandiera, continuano ad essere una parte necessaria , significativa e qualificante, alla quale tutti in qualche modo( anche i partiti borghesi, di destra o populisti) non possono rinunciare.

    Falaghiste

  3. Trotsko ha detto:

    Ottimo, non volevo avanzare una polemica sterile.
    Segnalo un articolo inerente al tema e che tenta di archiviare una fase quella da cui proveniamo che mescola il politico all’impolitico:
    http://hobocalling.blogspot.it/2016/06/contro-cultura-e-egemonia-culturale.html

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