“Se ti muovi ti fulmino”

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4 Risposte

  1. Trotsko ha detto:

    Sono in sintonia quando si parla di contrastare la repressione di Stato, comunque e ovunque si presenti. Ma trovo francamente ridicolo se scrive: “se c’è un tema che potrebbe unire le classi subalterne o almeno una buona parte di esse contro la repressione è proprio una lotta antiproibizionista…”.

    Verrebbe da dire: se hai qualche problema ti puoi sempre drogare.
    Siamo nell’epoca del ritiro degli individui dalla partecipazione politica, del ristagno culturale.
    Penso che sia valido quanto disse Lenin in merito agli sbandamenti teorici: non è il caso di “fare dello spirito a un funerale”.
    Compito del Partito è quello di svegliare le coscienze e le droghe non aiutano a farlo.

    Trotsko

  2. pclromagna ha detto:

    Ridicolo mi sembra semmai sottovalutare il potenziale antisistemico ( in determinate condizioni) di abitudini personali diffuse quanto represse stupidamente. Mi stupisco perché dovresti sapere che le vie per la lotta di classe non sono sempre riconoscibili esattamente come tali. Inoltre, non vero che chi ha problemi ricorre alle droghe, o almeno a determinati tipi di sostanze, altrimenti come giustificare il caffè e altre di uso comune e legale? Insomma le droghe non esistono come non esiste la democrazia; entrambe sovrastrutture socio-culturali del moralismo borghese.

  3. Trotsko ha detto:

    Non vedo alcun nesso tra anti-proibizionismo e lotta di classe. Sarà un limite mio.

  4. Trotsko ha detto:

    Citazione dal “Lato cattivo”: Religione, «oppio dei popoli»? Sì, ma
    senza dimenticare che l’oppio è diventato a sua volta una religione. Tra il
    conforto della preghiera e tutte le altre «sostanze» più o meno legali con cui si
    drogano i proletari, la frontiera tra il meglio e il peggio è più che mai incerta.

    Segnalo un documento interessante su ISIS, imperialismo e disfattismo rivoluzionario nel nostro tempo: https://dl.dropboxusercontent.com/u/12909575/ILC%20-%20Punk%20Islam%20%5Brev2%5D.pdf

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