Gli occhiali di Papapovero

Di Rossosconclusionato

Il quattro settembre, S. Gramellini sulla Stampa (quotidiano FIAT) ha salutato con bonaria accondiscendenza l’ennesimo carosello di Papapovero che, come uno qualsiasi, è andato dall’ottico a farsi gli occhiali. Allo stupefatto titolare del negozio avrebbe detto: ”Vorrei fare le lenti, non la montatura, non vorrei spendere…”


Strepitoso davvero! Ma d’altra parte se uno qualsiasi per farsi notare deve fare qualcosa di eccezionale, il Papa per ottenere lo stesso risultato deve fare una cosa normale.
L’episodio oggettivamente banale ma mediaticamente potente, potrebbe fornire materiale a iosa per aneddoti, fiction, biografie, archivi e storielle umoristiche.
Una potrebbe essere questa: Papapovero una mattina si alza, si mette la divisa bianca da Papa per passare inosservato e dice a suora Maria dell’Asunción: “Vado dall’ottico a farmi gli occhiali nuovi che con questi non vedo nemmeno il cupolone. Torno presto ciao!” Sconvolta Suora Maria dell’ Asunción chiama il cardinale Bulldog Dillinger, capo dei servizi di sicurezza vaticani, che dice “ma cosa si è messo in testa questo?”.
Il Cardinale Bulldog a sua volta avverte il capo delle guardie svizzere Adolf Schwarz, il quale gli risponde: ”Ach so (perdincibacco) Eminenza! Farò il possibile, ma secondo contratto gli straordinari vanno concertati. Se continua così rischiamo uno sciopero delle guardie svizzere; non siamo mica in Italia dove i padroni fanno quello che gli pare!”.
“Lo so!”, replica il Cardinale: ”ma lui si sveglia la mattina e senza avvisare nessuno parte per la tangente….”

Nel frattempo Papapovero è già arrivato dall’ottico ma, siccome ci sono altri clienti prima di lui, si siede accanto a una vecchietta; in disciplinata attesa del suo turno.

La vecchietta, che sta guardando su una rivista le foto delle navi pieni di profughi che arrivano in Italia, a un certo punto commenta con veemenza:” Questi negri ci stanno invadendo, è ora che li ributtiamo a mare, questi straccioni!”
Papapovero non può tacere e gli dice in tono paterno ma deciso: ”Figliuola, i poveri sono i prediletti di Nostro Signore e meritano misericordia”.
Ma la vecchietta non se ne dà per inteso e, come una iena affamata, gli replica:”Ma lei chi cazzo è, il Papa?”.
Detto questo si volta per guardare in faccia lo sporco comunista che difende i poveri ma appena lo riconosce diventa bianca come il gesso e crolla lunga distesa per terra. Meno male che proprio in quel momento arrivano una diecina di guardie svizzere in borghese che prelevano Papapovero, rianimano la vecchia e convincono tutti i presenti a raccontare un’altra versione dei fatti da dare in pasto alla stampa.
Il giorno dopo: “Meno male che se la sono bevuta, anzi ci è venuta proprio bene. Sennò chissà che casino!” dice il cardinale Bulldog a Papapovero.
“Si ci è andata di lusso!”, risponde Papapovero in tono dimesso.
“Santità, a nome di tutti i vescovi e i cardinali permettete un consiglio?”
“Ogni consiglio se è in buona fede è un dono divino!”
“Grazie Santità”, prosegue con enfasi il Cardinale Buldog: ”Noi crediamo che se l’Altissimo vi ha concesso il ruolo di punta nella guida di Santa Romana Chiesa, altresì crediamo che questo ruolo vada interpretato collettivamente.”
“Concordo fratello!”, dice Papapovero, ma poi aggiunge con espressione arguta:
“Purché teniate sempre presente che io sono il Papa, mica Balotelli!”
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