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La Romagna fascista del giro d’Italia

di Falaghiste
Siamo oramai abituati ad ogni nefandezza mediatica ma l’undicesima puntata della rubrica di Edoardo Camurri “Viaggio nell’Italia del giro”, in occasione della tappa Forlì Imola, ci è sembrata andare oltre il limite della normale indecenza.
In questa, il suddetto non ha trovato nulla sulla storia della città di Forlì oltre che essa sia stata nota come la città del Duce.
Non contento di tale caratterizzazione, dichiarando “di farsi manipolo sulla bicicletta”  ci ha condotti poi a Predappio (paese natale di Mussolini) dove, con presunta ironia e dovizia di  particolari, ha mostrato l’interno di uno dei tanti negozi di gadget mussoliniani che deturpano il paese, chiudendo poi la scena con l’esposizione in primo piano di una  riproduzione del “sacro” manganello.
Da uno che scrive su “Vanity fair” e sul “Sole ventiquattro ore” non ci aspettiamo certamente una sensibilità antifascista, ma considerando la crescita capillare delle organizzazioni più o meno dichiaratamente fasciste, un minimo di responsabilità sarebbe d’obbligo anche per lui.
Evidentemente la superficialità e l’ignoranza, se non proprio la complicità, hanno invaso i piani alti della comunicazione di massa.
Se non fosse che potrebbe essere scambiato per una minaccia, lo andremmo a cercare per spiegargli la storia della Romagna sotto il giogo fascista.
Perciò lo invitiamo soltanto a documentarsi in merito, oltre che a non scherzare sul sacrificio delle centinaia di combattenti antifascisti caduti durante la Resistenza, che qui fu particolarmente sanguinosa, specialmente nel gelido inverno del 1944.
A loro e alla popolazione che li sostenne, anche questo giornalista deve la possibilità di sprecare i soldi pubblici mettendo in onda la sua stupida trasmissione.
Lo invitiamo inoltre a leggersi il libro di Walter Zanotti ”Romagna RossaDalla democrazia liberale al regime fascista” (Società editrice” Il ponte vecchio”). Se non lo trova glielo possiamo fornire noi.
Si tratta di una ricostruzione storica corredata da una vasta documentazione, dalla quale emerge che il regime fascista per imporsi in Romagna fu costretto a deporre manu-militari le amministrazioni comunali elette, in stragrande maggioranza comuniste, socialiste e repubblicane.

Infine,  nonostante la coscienza del passato antifascista e anticlericale dei romagnoli sembri sepolta nel regno del perenne presente, invitiamo il dott. Camurri a non illudersi di poter offendere in tal modo la verità senza suscitare alcuna reazione.

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