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Pillole dalle fabbriche: Whirlpool

di Peppone

L’illusoria favola del Job Act tramonta su casa Whirlpool e a farne le spese sono 1400 lavoratori di stabilimenti e ragioni diverse.
Qualche mese dopo la fusione con Indesit, a detta dei manager “per tutelarci dall’arrivo dei concorrenti cinesi”. Si minacciano oltre a 1400 esuberi, anche la chiusura dello stabilimento di Caserta che ne conta da solo circa 800.
1400 persone, alla testa di altrettante famiglie che sbarcano il lunario grazie a quel posto di lavoro, e ora, con un colpo di spugna se lo vedono minacciare.
Oltretutto che, nel lontano 2013 l’azienda escludeva ogni tipo di licenziamento fino al 2018, e i soldi pubblici sono arrivati, ma ora ricalcando l’onda Electolux anche il gruppo Whirlpool-Indesit annuncia tagli del personale.

La risposta del Partito Comunista dei Lavoratori è sempre la stessa: lottare, lottare, lottare!

Mantenere la certezza del posto di lavoro è possibile solo attraverso la nazionalizzazione della fabbrica sotto il controllo dei lavoratori e senza indennizzo per i padroni capitalisti, e costruire una classe operaia unitaria e compatta che possa prevalere sulla minoranza della borghesia strozzina.

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