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AVANTI COMPAGNI ! ANZI NO… ORA C’E’ TSIPRAS…

di Louis Cyphre
Il 25 Gennaio i greci andranno alle urne per le elezioni parlamentari. La Grecia è stata un laboratorio dell’austerità imposta non “dall’Europa” bensì dalle banche europee. Non dalla “Europa ladrona” di “bossiana” memoria, bensì dalle leggi che governano tutti gli Stati membri dell’Unione e l’Europa stessa, che tutelano prima di tutto il diritto di sfruttare e depredare di industriali e banchieri.
Orbene: chi ha fatto queste leggi? I governi. Chi li ha “democraticamente” eletti? L’amante della “democrazia” direbbe “i popoli”. Di che si discute quindi: dell’illiceità delle politiche? Se questo fosse stato il tuo pensiero, caro lettore, ti stai sbagliando. Le leggi, tutte, sono state fatte da governi democraticamente eletti.
Quindi la questione sarà, semmai: chi fa le leggi ? Le leggi vengono scritte dai partiti e governi graditi dalla classe dirigente. “L’accesso al parlamento borghese (che mai nella democrazia borghese decide le questioni più importanti, che vengono decise dalla Borsa, dalle banche) è sbarrato alle masse lavoratrici da mille ostacoli, e i lavoratori sanno e sentono, vedono e intuiscono perfettamente che il parlamento borghese è un istituto a loro estraneo, un’arma di cui si serve la borghesia per opprimere i proletari, un istituto della classe nemica, della minoranza sfruttatrice.”(1)
Ricordi gli 800 invitati alla cena di finanziamento del PD? 800-1000 € a coperto? Chi ha ancora il coraggio di stringere alleanze con un partito politico di questo tipo? La risposta è facile: i partiti che fanno del “realismo” e della “politica concreta” una bandiera, uno stile di vita. Mi ricorderò per sempre, finché vivrò, le parole di Felix Morrow nel libro Rivoluzione e Controrivoluzione in Spagna: “Il «realismo» di oggi diviene la strada di domani per la collaborazione con la borghesia…”.
Pertanto chi si batte per il comunismo come potrà appoggiare politiche neo-keynesiane, di compromessi riformisti che la stessa classe dominante non vuole concedere? Oggi vige la moda comunistoide non del “comunismo a tappe” (made in Stalin), ma del “riformismo a tappe” (made in Keynes): si cerca in tutti i modi, anche buttando al cesso i simboli che ci hanno contraddistinto, di entrare nel parlamento, vendendo la propria dignità politica al peggior offerente. Rinuncia al programma, rinuncia alle poltrone, rinuncia al simbolo… però tanti militanti sono ancora lì che pendono dalle labbra del greco, certo parlo di Tsipras, colui che probabilmente vincerà le prossime politiche in Grecia. Ma che farà? Dirotterà miliardi di euro in lavori pubblici? O farà politiche “sociali”? Esproprierà le grandi ricchezze dei padroni e della chiesa? Metterà in discussione la “santa” proprietà privata? Ridistribuirà tutto in lavoro e case popolari per tutti, extracomunitari e non? NO, niente di tutto ciò: semplicemente vuole salvare il paese all’interno dell’Eurozona e magari si alleerà con i socialisti ed il KKE (partito stalinista che difendeva il parlamento insieme alla polizia nell’ottobre del 2011, ve li ricordate?).
L’illusione in cui in tanti credono è proprio questa : basta cambiare governo e la ruota gira. Basta cambiare il politico disonesto, con uno onesto affinché tutto cambi. Ma se si va nel profondo della questione, si nota che le istituzioni che ci governano, lo Stato e tutti i suoi strumenti sono falliti. Lo Stato borghese è fallito.
E quindi: quale sarà la prospettiva di un politico che, seppur di sinistra, non mette in discussione le istituzioni in quanto tali, ma ha la prospettiva del governismo, della concretezza cioè del “realismo” ? 
L’ Europa non ha un problema Euro o Merkel : ha un problema istituzionale. La domanda con cui ho iniziato l’articolo era: chi fa le leggi? Chi governa? Solo un Governo dei Lavoratori potrà mettere in discussione le istituzioni borghesi di tutti i paesi dell’Europa tramite la distruzione rivoluzionaria del potere borghese, tramite il potere esercitato dai lavoratori organizzati, in Europa come nel resto del mondo.
Per questo che noi marxisti rivoluzionari saremo vicini ai compagni dell’EEK , il Partito Rivoluzionario dei Lavoratori di Grecia (sezione del Comitato per la Rifondazione della Quarta Internazionale – CRQI), che si presenteranno alle elezioni autonomamente tanto lontani dal KKE filo borghese, quanto dalla borghesia capitalista che ha imposto le politiche di austerità contro il proletariato greco.  La nostra prospettiva, come quella dei nostri compagni greci, rimane quella della lotta rivoluzionaria per il comunismo, niente meno.
Perché solo la Rivoluzione cambia le cose. Abbandona le illusioni “tsipriane” ed unisciti alla lotta.

(1)    – Lenin : la Rivoluzione Proletaria ed il rinnegato Kautsky – 1918
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