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No ai profitti degli industriali sulla pelle dei cittadini: solidarietà al comitato -no biogas- di Forlimpopoli

Giorni fa, a Forlimpopoli, è stato presentato il progetto per la costruzione di un biodigestore in località San Pietro ai Prati. Questi impianti, spacciati come ecologici e incentivati nelle bollette dell’energia, sono in realtà tutt’altro, come sanno i residenti di Caserma, dove un biodigestore è in funzione dal 2012.

L’enorme “digeritore di rifiuti” è rumoroso, puzzolente e la vita è impossibile per chi abita nelle vicinanze e non solo. Inoltre ”il digerito” viene sparso nei campi vicini, con immaginabili conseguenze.

Un altro pericolo sono le emissioni composte per il 60% da metano e, per il resto, da sostanze ignote che variano a seconda del carburante utilizzato: possono contenere diossine, pesticidi e antibiotici (dalla digestione delle carcasse animali del macello).

Infatti, il nuovo biodigestore, si alimenterà con letame, pollina, scarti di macellazione, frutta, e mais per un totale di 60 tonnellate al giorno, che saranno trasportate su camion attraverso il centro cittadino. I liquami di scarico finiranno nel torrente Ausetta, così anche le diverse aziende del territorio disporranno di un’altra discarica. Inoltre verrà costruita una torcia -di sicurezza- alta dieci metri.

Le possibilità di controllo saranno praticamente nulle, dato che il gestore potrà modificare la composizione dell’alimentazione con una semplice richiesta in Provincia.

Infine, il progetto (già rigettato dalla provincia di Livorno) prevede lo spazio per un possibile raddoppio degli impianti.

A tutto questo si aggiunge la prospettiva inquietante, (introdotta dal governo nel decreto “sblocca Italia”) che prevede, in caso di procurato danno ambientale, che un’azienda sarà obbligata al risarcimento solo se questo sarà dimostrato essere permanente, cioè mai.

All’assemblea pubblica del 17 novembre, il sindaco PD Grandini ha assicurato che farà tutto ciò che può per bloccare il progetto, pur ribadendo che “un sindaco deve tutelare anche gli interessi delle imprese”. Per questa ambiguità è stato duramente contestato dai cittadini presenti.

La salute pubblica non può prostrarsi all’avidità di pochi.

Perciò, il Partito Comunista dei Lavoratori esprime piena solidarietà al nuovo comitato “No Biogas” di Forlimpopoli: l’interesse del capitale non deve prevalere sulla salute della collettività. Infatti, il guadagno (per il gestore) sarà enorme anche grazie agli incentivi pubblici. Insomma il solito copione: profitto privato e pubblico danno sono le basi del modello sociale di “lor signori” e dei partiti al loro servizio, in testa il PD.

Non si risolve così il problema dei rifiuti e del loro smaltimento, ma abolendo questo sistema di produzione energivoro, che spinge a consumare rapidamente enormi quantità di merci (spesso anche inutili), generando una quantità di rifiuti ormai ingestibile.

Se non si risolve il problema alla radice, presto il problema della salute pubblica diventerà drammatico.

Costruiamo ciò che serve per vivere e non per il profitto!

Togliere il comando sulla produzione ai capitalisti, con la nazionalizzazione (senza indennizzo alla proprietà e sotto il controllo dei lavoratori e delle comunità locali) delle aziende a rischio ambientale è l’unica soluzione possibile per una vita migliore in armonia con l’ambiente naturale.

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