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Ai partiti della sinistra italiana (PRC e SEL) per una manifestazione nazionale unitaria contro il governo e il nuovo corso reazionario

E’ a tutti evidente il dispiegamento in atto di un corso politico reazionario. L’affondo contro i diritti del lavoro segna in queste settimane una sua ulteriore accelerazione, reale e simbolica. La marcia in progress della riforma elettorale ed istituzionale è il suo binario parallelo.

Dopo anni di crisi politica ed instabilità istituzionale, l’intero scenario italiano ha conosciuto un punto di svolta. La rapida conquista renziana prima del PD e poi del governo, la successiva consacrazione elettorale del 25 Maggio, hanno originato un nuovo equilibrio politico . Non siamo affatto alla riedizione dei governi Monti e Letta. Siamo in presenza di un governo incentrato sul comando del premier, che ricerca la relazione diretta con l’opinione pubblica interclassista come leva centrale di un riequilibrio complessivo dei poteri: fuori dalle tradizionali mediazioni coi corpi intermedi di rappresentanza sociale ed anzi esplicitamente contro di essi; in funzione di una riforma istituzionale finalizzata a concentrare nelle mani del premier il controllo di fatto delle leve dello Stato ( Governo, Parlamento, Presidenza della Repubblica).
Il populismo di Renzi non è una semplice recita o postura del linguaggio. E’ la cifra di una reale ambizione bonapartista. Contraddizioni e incognite del nuovo corso non tolgono nulla alla sua estrema pericolosità.

Il nuovo corso ha nel movimento operaio e sindacale e nella sinistra politica, comunque articolati, il suo bersaglio centrale. Un’operazione populista mirata a smantellare i diritti residui del lavoro col “consenso del popolo” ( e degli stessi lavoratori) deve comprimere ruolo e spazi di ogni rappresentanza del movimento operaio, delle sue organizzazioni di massa, delle sue tradizioni di classe, delle sue espressioni politiche. Deve rimuovere ogni ingombro alla propria comunicazione diretta col “popolo”. La politica di irrisione e disprezzo verso i sindacati- in termini inediti nel dopoguerra- si sposa con l’obiettivo di cancellare ogni residua rappresentanza parlamentare della sinistra.

IL BLOCCO DELLE SINISTRE COI LIBERALI HA SPIANATO LA STRADA ALLA REAZIONE

Gli indirizzi di fondo dei gruppi dirigenti maggioritari della sinistra politica e sindacale hanno contribuito in modo decisivo a spianare la strada al renzismo. Sia a monte che a valle.

Prima la corresponsabilizzazione generale di tutta la sinistra politica e sindacale al centrosinistra di Romano Prodi e alle sue politiche anti operaie. Poi la volontà di subordinare l’opposizione antiberlusconiana al disegno di ricomposizione del centrosinistra , con la conseguente amputazione delle sue potenzialità radicali e di massa. Poi la subordinazione umiliante della CGIL alle politiche di Monti e Fornero su lavoro e pensioni, in obbedienza a Bersani e Napolitano, nel nome della salvezza del capitalismo italiano e dela UE. Poi il saluto iniziale a Renzi quale “speranza della sinistra” da parte di SEL, nell’attesa (vana) di attenzioni di riguardo sul terreno delle leggi elettorali e di una ( improbabile) ricomposizione del centrosinistra. Infine la continuità inossidabile delle collaborazioni assessorili col partito di Renzi da parte di SEL e PRC in tante parti d’Italia, combinate col ciclico imboscamento stesso della sinistra, dei suoi simboli, dei suoi riferimenti classisti ( sotto le vesti di Arcobaleno, o di Ingroia, o degli intellettuali liberal progressisti civici di Repubblica).

L’insieme di queste politiche ha disarmato, in forme diverse e a livelli diversi, il movimento operaio e il popolo della sinistra, amplificando disorientamento, demotivazione, distacco. A esclusivo vantaggio del Grillismo e del renzismo: i due grandi beneficiari, tra loro concorrenziali, del “suicidio” della sinistra.

VOLTARE PAGINA

Ora la situazione politica non lascia più spazio nè a dubbi né ad alibi. O il movimento operaio e la sinistra sviluppano una risposta adeguata all’attacco reazionario in corso o finiranno con l’esserne travolti.

Vale sul piano sindacale, dove la lunga paralisi della CGIL e gli ammiccamenti al renzismo del vertice FIOM hanno solo contribuito ad aggiungere confusione e demoralizzazione tra i lavoratori a vantaggio del governo e delle sue provocazioni anti sindacali.
Ma vale anche sul piano politico. Il fatto che una riforma elettorale infinitamente peggiore della legge truffa del 1953 non abbia incontrato, in un anno, una sola mobilitazione nazionale degna di questo nome, ha solo incoraggiato l’arroganza reazionaria del governo. Lasciando per di più il monopolio dell’opposizione “democratica” al progetto ancor più reazionario della Repubblica plebiscitaria web di Grillo/ Casaleggio. Un disastro nel disastro.

Chiediamo dunque di voltare pagina. Lo chiediamo innanzitutto sul piano della mobilitazione sociale, dove si pone l’esigenza del più ampio fronte unico di classe e di massa contro il governo. Lo chiediamo più specificamente, in questa sede, sul piano politico. La sinistra politica italiana ha il dovere di unire nell’azione le proprie forze contro il corso politico più reazionario dell’ultimo mezzo secolo. Ha il dovere di difendere coerentemente diritti e spazi di democrazia, rompendo ogni rapporto equivoco e subalterno, nazionale o locale, col partito di Renzi, e sviluppando una aperta campagna politica contro il renzismo e le sue aspirazioni bonapartiste di regime.

Per questo, nella piena autonomia politica del nostro partito, proponiamo a tutte le sinistre politiche la promozione comune di una manifestazione politica unitaria nazionale contro il Governo Renzi. Tale proposta vuole rispondere a un esigenza specifica : quella dell’ unità d’azione della sinistra politica contro la reazione; quella del rilancio di una sua autonoma riconoscibilità politica classista in aperta contrapposizione al populismo reazionario in ogni sua variante.

Non si può delegare al solo piano sindacale il contrasto del renzismo. Nè si può lasciare alla demagogia reazionaria grillina il fronte politico della contrapposizione a Renzi agli occhi di parte del popolo della sinistra. Una manifestazione indipendente e unitaria della sinistra politica contro il governo è suggerita dall’intero corso degli avvenimenti politici.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
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