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A Santarcangelo di Romagna non atti vandalici ma arte di strada

Notiamo con dispiacere che le scritte sui muri, apparse nei giorni scorsi a Santarcangelo, critiche nei confronti del Festival, siano state ridotte da tutti a meri “atti vandalici”, quando lo stesso festival promuove un laboratorio attorno al “lessico urbano dei writers e al panorama, storico e geografico, delle scritte sui muri delle città”.

Ci sentiamo quindi in dovere di tentare di analizzare più a fondo il motivo delle scritte: è inutile che un’ amministrazione del PD straparli di cultura quando è la diretta esecutrice di tagli all’ istruzione, ai musei e alle manifestazioni artistiche, o addirittura la promotrice della sussidiarietà, vecchia bandiera del movimento ciellino.

Si badi bene che la nostra posizione non è contraria assolutamente alla manifestazione in sé. Siamo lontani dal sostenere le posizioni di politici “destri” che acclamano il “teatro classico” contro il teatro di avanguardia, sempre che questa avanguardia non si limiti ad un’ esposizione di ideologie borghesi.

Da comunisti non possiamo che essere vicini a tali manifestazioni di dissenso, sempre attenti però a ribadire che la liberazione della cultura e dell’arte dal profitto e dalle disparità sociali potrà realizzarsi solo con una società strutturata su basi socialiste dove anche la vita culturale sia libera dalla dittatura di pochi, garantendo un diritto reale alla scuola ed alla cultura.

Partito Comunista dei Lavoratori – Sezione Romagna

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