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Le ostie e il miracolo “rosso”

di Volodia

Salve, mi chiamo Serratia marcescens e sono un batterio Gram negativo della famiglia degli enterobatteri.

Vi provoco infezioni urinarie, alla cornea, infezioni dovute a lesioni della cute e infezioni ospedaliere, di solito vivo tra le mattonelle, nei bagni e negli ambienti umidi in genere (avete mai fatto caso a quelle colorazioni rossastre tra le fughe? Ecco, sono io). Temo molto la candeggina e gli antibiotici.

Attualmente sono impegnato a decimare alcune popolazioni di corallo caraibico.

Vi scrivo per raccontarvi la mia storia, perché sono uno importante io, mica come quei batteriucoli da quattro soldi. Io ho fatto furore ai miei tempi!

Era l’estate del 1263, mi aggiravo a Bolsena e non sapendo cosa fare ho pensato bene di attaccarmi a dei piccoli dischi rotondi che un prete boemo, Pietro da Praga, aveva lasciato incustoditi.

A me piace molto l’amido, sapete, sono un tipo tutto pasta e pane.

Questo simpatico sacerdote celebrò la messa il giorno dopo e, dopo averlo sollevato in aria, spezzò quel piccolo disco di amido che mi dicono si chiami ostia… Io sono uno sanguigno, uno istintivo, infatti quando mi spezzano produco un pigmento rosso intenso, chiamato prodigiosina, che ricorda il vostro sangue…

Vedeste che trambusto! Il povero prete è scappato a gambe levate facendomi gocciolare sulla tonaca e sull’altare e tutti a gridare “Miracolo! Miracolo!”. Pensate che intorno all’abito macchiato del sacerdote hanno costruito il duomo di Orvieto. Esagerati! Per due goccioline!!

Venne il vescovo a vedermi e Tommaso d’Aquino scrisse un rito tutto per me! È stata proprio una grande soddisfazione vedere tutti inginocchiarsi davanti a me!

Poi, va detto, c’è stato qualcuno che ha tentato di smorzare gli entusiasmi, di dire che forse non era un intervento soprannaturale, come Johanna C. Cullen, ricercatrice presso la Georgetown University di Washington, che mi ha costretto a riattaccarmi su una fetta di pane e ha mostrato a tutti la prodigiosina…

Però fortunatamente non se l’è filata nessuno, milioni e milioni di persone mi celebrano ancora (siete un po’ tonti, fatevelo dire da me che sono un batterio, resisto anche al nucleare).

Per questo vi scrivo, ricordatevi di me il 22 di questo mese, è la mia festa, il Corpus Domini.

Cordialmente,

S. Marcescens

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