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Accordo Electrolux: la solita truffa ai danni dei lavoratori

In queste ore, senza aver ancora visto il testo, sui quotidiani nazionali si saluta con entusiasmo l’accordo siglato al Ministero dello Sviluppo Economico dal coordinamento sindacale e dai segretari nazionali di categoria (compreso il Sig. Landini) per la vertenza Electrolux.

L’ipotesi di accordo verrà siglata davanti alla Presidenza del Consiglio oggi, giovedì 15 maggio.
Da venerdì si terranno in tutti gli stabilimenti le assemblee sull’ipotesi d’accordo con un voto di stabilimento. Verranno aperte le urne in ogni stabilimento poi chiuse e scrutinate in tutti e 4 gli stabilimenti in un unico giorno della prossima settimana da definirsi (sembra giovedì 22 maggio).
Alla Presidenza del Consiglio andrà una delegazione decisa dalla Fiom nazionale composta solo da chi firma l’ ipotesi d’accordo (della serie: i dissidenti non possono esprimere il loro parere!).

Riassumendo… l’azienda ha chiesto 100 e porta a casa comunque 80, come in ogni trattativa si chiede, tanto si finisce per ottenere comunque ciò che si vuole.
La piattaforma aziendale voleva dare 4 schiaffi ai lavoratori alla fine gliene dà 3, il paradosso è che per l’ennesima volta i sindacati esultano per la vittoria e ritengono questo un risultato eccezionale! 

– Riduzione del 50% della pausa aggiuntiva nello stabilimento di Porcia avuta in un precedente accordo su massimazione dei ritmi.

– Riduzione di oltre 60% dei permessi sindacali.

– Aumenti dei ritmi già definiti dall’azienda già portati al limite in questi ultimi anni, per lo stabilimento di Forlì si parla di circa il 13-15% per alcuni reparti! Aumenti che permettono di poter avere la stessa produzione di 8 ore nelle 6 ore di lavoro previste dall’incentivo di questo accordo.

– Calendario ferie che sarà modificato rendendolo flessibile con un massimo di 2 settimane di ferie collettive in 4 mesi giugno/settembre invece dei consueti 2 mesi luglio/agosto.

 – Accordo valido fino al 2017 senza nessuna certezza nel futuro dei lavoratori dei 4 stabilimenti italiani.

Il testo dell’accordo è tenuto segreto e ancora non è stato reso pubblico, quindi ancora non vi sono certezze su molte cose, sembra chiaro comunque che per l’ennesima volta i lavoratori pagheranno a caro prezzo il ricatto e l’arroganza padronale con la complicità dei sindacati confederali che cantano vittoria e che per l’ennesima volta illudono e tradiscono i lavoratori!

Invitiamo i lavoratori a votare contro l’ennesimo accordo bidone.

Questo accordo va rigettato e va rilanciata la lotta per rivendicare la nazionalizzazione dell’intero gruppo Electrolux senza risarcimento alla proprietà e sotto il controllo dei lavoratori.

Basta con l’assistenzialismo alle imprese private! Se un’azienda prende soldi pubblici, pubblica deve essere la sua proprietà!

Per approfondire: La fine della strada per la vicenda Electrolux (Clash City Workers)

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