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Presentazione della lista del PCL con il candidato sindaco Giacomo Turci

E’ il candidato a sindaco di Forlì più giovane di tutti, Giacomo Turci, studente 22enne di Cesena, che corre alle amministrative del 25 maggio per il Partito Comunista dei Lavoratori, che si presenta da solo, con il proprio simbolo ed un programma “rivoluzionario”.  Venerdì, alle 21, al circolo Arci Valverde (via Valverde 15) a Forlì, verrà presentata al pubblico la lista elettorale, alla presenza del portavoce nazionale Marco Ferrando e il candidato a sindaco Turci (leggi il resto su Forlì Today)

Ecco il programma del PCL per Forlì



 1. Contro i licenziamenti, le chiusure o delocalizzazioni delle aziende: a sostegno delle lotte operaie, il Comune dei lavoratori si farà promotore di un coordinamento delle fabbriche in crisi o a rischio delocalizzazione, con delegati eletti e permanentemente revocabili, con l’obbiettivo di estendere questa forma di organizzazione della lotta al resto dell’Italia.

2. Esproprio senza indennizzo e nazionalizzazione sotto controllo operaio delle industrie che chiudono, licenziano o de localizzano. Se si usano risorse pubbliche per salvare un’azienda, pubblica deve essere la sua proprietà.

3. Pretendiamo che si metta in piedi una cassa di resistenza operaia, per sostenere economicamente gli scioperi e le vertenze. Basta soldi ai burocrati sindacali e per finanziare faraoniche sedi sindacali, è ora che i soldi dei lavoratori vengano utilizzati per coprire i costi delle lotte!

4. Per il diritto alla casa: esproprio degli appartamenti sfitti di proprietà dei grandi gruppi immobiliari, delle banche, dei fondi assicurativi e del clero, per redistribuirli a chi ne ha bisogno e per calmierare l’indice degli affitti.

5. Tutti i servizi devono tornare ad essere di proprietà pubblica, non vogliamo privati che lucrino sui beni essenziali per la popolazione: trasporti, acqua, luce, gas, nettezza urbana, manutenzione stradale, istruzione e sanità, con tariffe proporzionali al reddito. Assunzione a tempo indeterminato di tutti i dipendenti.

6. Reddito di cittadinanza (di almeno 1000 euro al mese) ai giovani in cerca di prima occupazione ed ai disoccupati (come leva per un aumento generalizzato dei salari, degli stipendi e delle pensioni).

7. Bilancio comunale trasparente e comprensibile, stipendio del sindaco e degli assessori pari allo paga di un impiegato.

8. Per un altro concetto di sicurezza: perché la sicurezza non è avere una telecamera ad ogni angolo, o più pattuglie di polizia nelle strade; la sicurezza è innanzitutto la garanzia di avere un lavoro, una casa, un’istruzione…tutti beni che ci vengono quotidianamente tolti da un capitalismo rapace e da amministrazioni complici. Riprendiamoci la vera sicurezza, che è quella sociale e non quella frutto di repressione e manette. E ricordiamoci sempre che “chi sacrifica la libertà in nome della sicurezza, non merita né libertà né sicurezza!”.

9. Basta con gli inceneritori! Per il riciclo totale dei rifiuti prodotti e per il controllo della produzione nelle mani di chi lavora e di chi vive il territorio, PRODURRE MENO, PRODURRE MEGLIO.

10. Questione aeroporto: la privatizzazione del “Ridolfi” non deve passare, ed indipendentemente dalla vita futura dello scalo forlivese, i circa 100 lavoratori coinvolti dalla crisi del settore aeroportuale devono immediatamente essere ricollocati. Nessuno deve rimanere a piedi per le colpe di chi negli anni ha sperperato 6,5 mln di euro (soldi dei contribuenti) da regalare a compagnie aeree private in cambio di loro effimeri investimenti nell’aeroporto forlivese.

11. Le risorse economiche per realizzare tutto ciò possono arrivare dall’abolizione di ogni finanziamento pubblico ad aziende che non creano occupazione di qualità (licenziando o riducendo i salari e i diritti), dalla cancellazione degli aiuti a scuola e sanità privata e dall’abolizione del debito comunale con le banche, in prospettiva della nazionalizzazione del sistema bancario, in modo da finanziare solo le opere di utilità pubblica e non i profitti dei padroni.

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