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Electrolux: contro il ricatto padronale la lotta deve continuare!

Volantino della sezione Brianza del PCL

Negli incontri finora svolti in Regione la multinazionale Electrolux ha dichiarato la disponibilità, per lo stabilimento di Solaro, ad un investimento di 40 milioni di Euro dal 2014 al 2017. 
Come contropartita chiede al governo Renzi la defiscalizzazione degli oneri sociali (cuneo fiscale), la fine di ogni lotta da parte dei lavoratori, diminuzione sostanziale del salario (col minacciato passaggio dell’orario da 8 a 6 ore, la cancellazione dei precedenti contratti decentrati, la riduzione delle pause di lavoro) ed infine da 60 a 182 lavoratori messi in mobilità, e quindi licenziati! 
Questo piano padronale è una provocazione, una truffa, e va totalmente rispedito al mittente! 
Siamo di fronte alla riedizione del famoso “piano Italia” della Fiat di Marchionne: vi ricordate come è andata a finire? Niente investimenti e il trasferimento della Fiat con tanto di sede legale e fiscale in Olanda e Gran Bretagna, oltre alla chiusura, già attuata, dello stabilimento di Termini Imerese. 
Il nuovo governo Renzi (PD-NCD) ha subito risposto positivamente alle richieste dei capitalisti. 
Infatti nel suo programma, per i padroni, sono previsti 100 miliardi tra riduzione del cuneo fiscale, fondi di garanzia, pagamento debiti cui si aggiungono 12 miliardi di nuove privatizzazioni, ulteriore flessibilizzazione del mercato del lavoro (job act) con la definitiva scomparsa, per i giovani, delle tutele dell’art.18 per i primi 3 anni di lavoro. Il padronato è entusiasta, e Squinzi (presidente Confindustria) dichiara: “ benissimo, si passi dalle parole ai fatti”. Sarà soddisfatta anche la neoministra dello sviluppo economico Federica Guidi (ex presidente dei giovani industriali) che ebbe a dichiarare, in passato “ non sarebbe uno scandalo lavorare 42 ore la settimana e rinunciare a qualche giorno di ferie”. 
Il PCL esprime la propria solidarietà: 
Ai lavoratori dell’Electrolux di Solaro ed ai delegati combattivi della Fiom che stanno presidiando la fabbrica, che scioperano per difendere il posto di lavoro, che promuovono picchetti operai contro la richiesta Electrolux di straordinari il sabato, mentre si minacciano licenziamenti e riduzione di salario. 
Al sindacato di base CUB che, pur essendo il sindacato maggiormente rappresentativo all’interno della fabbrica di Solaro, sulla base degli accordi nazionali siglati fra Confindustria e CGIL-CISL-UIL e subito recepiti da Electrolux, non viene riconosciuto come controparte dalla direzione della multinazionale. 
Da subito bisogna battersi per: 
Costruire in tutte le fabbriche Electrolux comitati di lotta democraticamente eletti dai lavoratori, a cui gli stessi possano aderire, al di là della sigla sindacale di appartenenza, in grado di unificare ed estendere gli scioperi e le lotte, rappresentando così un esempio per l’insieme del movimento operaio. In tal senso è necessario sostenere l’istituzione di una cassa operaia di resistenza per una lotta che si delinea lunga e difficile. 
Porre chiaramente la rivendicazione dell’esproprio dell’Electrolux senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori con una determinazione uguale e contraria a quella dei padroni! 
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 
Sezione della Brianza
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