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CONGRESSO CGIL FINCANTIERI MARGHERA

Il documento classista “Il sindacato è un’altra cosa” ottiene un ampio consenso tra i lavoratori.

Nello stabilimento di Marghera il documento congressuale alternativo all’asse della maggioranza Camusso / Landini, che vede come primo firmatario il compagno Giorgio Cremaschi, conquista il 48 per cento dei consensi.

Le assemblee si sono tenute in cantiere giovedì 20 febbraio. La presenza come relatore dello stesso Landini, supportato da tutta la burocrazia provinciale e regionale da alcuni componenti del direttivo fiom provinciale e dalla maggioranza delle rsu (3 su 5), non ha intimorito i nostri compagni della sinistra sindacale “rete 28 aprile”.

Su 325 iscritti Fiom hanno partecipato alla consultazione 229 lavoratori di cui 116 ha votato per il doc 1 mentre i consensi al documento classista sono 104, un solo voto di astensione mentre le schede nulle sono 8.
96 sono i lavoratori che non hanno partecipato al voto.

I lavoratori dello stabilimento di Marghera sono stati protagonisti nel periodo tra giugno e luglio 2013 della più grande lotta mai vista almeno negli ultimi 15 anni, sono state fatte 54 ore di sciopero e due mesi di blocco dei cancelli contro il piano di Fincantieri con un’adesione totale delle maestranze e dei lavoratori delle ditte in appalto.

Battaglia sconfitta per mano della suicida strategia del sindacato e della Fiom di non costituire un vero coordinamento della cantieristica, quindi di trattare l’attacco padronale -con conseguenti firme- per cantieri separati. L’accettazione del disastroso accordo sulla riorganizzazione della turnistica (il famoso 6×6) ha portato circa un centinaio di iscritti ad abbandonare la Fiom, questa emorragia di tessere -tra l’altro la maggior parte lavoratori molto conflittuali e protagonisti della recente lotta- ha penalizzato il risultato congressuale a danno della posizione classista.

Ora da Marghera e dallo stabilimento di Castellammare (dove il doc 2 stravince) necessita rilanciare la proposta, per contrastare i disastri subiti dalle sciagurate politiche delle burocrazie sindacali, di un vero coordinamento dei lavoratori di Fincantieri.
Questo non può che svilupparsi a partire dalla imprescindibile costituzione in Fiom e in tutta la Cgil della tendenza classista che lavori assieme a tutte le sinistre politiche, sindacali e di movimento alla realizzazione di un fronte unico per raggruppare tutte le lotte sociali presenti nel paese,che rompa definitivamente con le politiche liberali imposte dalla borghesia, che imponga un governo dei lavoratori.

Il Partito Comunista dei Lavoratori è in prima linea impegnato per realizzare questo programma.

PCL sezione Pietro Tresso Venezia
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