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CRISI ELECTROLUX: testo volantino

L’azienda annuncia nuovi esuberi e la quasi certa  delocalizzazione in Polonia. Per il momento lo stabilimento di Forlì sembra il meno esposto ma siamo solo agli inizi. Bando alle illusioni ! E’ solo una tattica  per spremere fino in fondo i lavoratori e magari , visti i precedenti, ottenere altri vantaggi: incentivi, aumento dei carichi di lavoro ecc. Ma è chiaro che l’azienda vuole chiudere anche a Forlì
Questo è il risultato di una  disastrosa  politica sindacale superata dalla storia e fuori dalla realtà. Oggi i padroni non hanno più nulla da dare  ma solo da pren dere: se dai loro una mano si vogliono prendere tutto.
Infatti, negli ultimi anni, l’azienda ha ottenuto tutto ciò che voleva: centinaia di esuberi, aumento dei carichi di lavoro, CIG che ha usato come flessibilità, incentivi, sgravi fiscali e riduzione dei salari (reali e relativi) . Poi, mentre maestranze di Forlì avviavano gli impianti polacchi, ha continuato a delocalizzare segmenti importanti di produzione.
E questo è avvenuto sostanzialmente in tutti gli stabilimenti italiani del gruppo.
Praticamente non si poteva fare meglio per aiutare l’Electrolux a proseguire verso la totale delocalizzazione degli stabilimenti italiani continuando a fare profitti: GROTTESCO!
Una beffa per i lavoratori e un crimine sociale contro la collettività; con il supporto delle politiche economiche dei vari governi  e dei loro complici: i vertici confederali.
A QUESTO PUNTO LA RISPOSTA NON PUO’ ESSERE CHE LA LOTTA
Basta con gli “sciopericchi”decisi dall’alto e privi di una strategia . Bisogna ricostruire un vero COORDINAMENTO fra i delegati RSU del gruppo Electrolux, per avviare fra i lavoratori un diffuso e approfondito confronto e renderli titolari delle scelte future. Solo opponendo una forza uguale  e contraria è possibile sconfiggere il padrone  che è disposto a concedere qualcosa solo se teme di perdere tutto.  Bisogna che i lavoratori tornino ad essere coscienti della propria forza per costringere i sindacati a chiudere per sempre con la concertazione  e le istituzioni a farsi carico del rilancio dell’azienda. PER CUI :                          
SE I PADRONI  VOGLIONO CHIUDERE O  LICENZIARE: BISOGNA  LICENZIARE I PADRONI  OCCUPANDO GLI  STABILIMENTI e RIVENDICARNE LA NAZIONALIZ ZAZIONE  (SOTTO CONTROLLO OPERAIO E SENZA INDENNIZZO ALLA PROPRIETA’).
……..E CERCARE ALLEANZE PER COSTRUIRE UN FRONTE UNICO DI LOTTA !
Bisogna coinvolgere altri settori di classe lavoratrice, chiedere il contributo e l’adesione   di altre categorie, : degli operi delle fabbriche in crisi, che stanno per chiudere, che licenziano, che delocalizzano . Proponiamo un’alleanza fra tutte le realtà che intendono aprire una nuova e grande stagione di lotte e conquiste sociali . Che comprenda tutti i settori  popolari colpiti dalla crisi: disoccupati, precari, giovani, pensionati poveri,cassaintegrati e naturalmente tutti coloro che credono che la parola compagni abbia  un senso e sia possibile la via del socialismo.                                                                                                                             
                                                        
PROLETARI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI !

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