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Il governo Letta-Alfano, coperto dalla CGIL


Letta e Alfano vendono fumo quando annunciano “tanti nuovi posti di lavoro” a seguito delle misure “storiche” che il governo ha intrapreso. La verità è che il “nuovo” governo di unità nazionale cerca di presentare come “interesse generale” l’interesse privato dei capitalisti, che sono i principali beneficiari del grosso dei provvedimenti assunti: maggiore copertura pubblica dei crediti delle banche alle imprese, col coinvolgimento incrociato di Cassa Deposito e Prestiti e del Fondo di Garanzia; ulteriore liberalizzazione degli appalti, a scapito del controllo sul versamento dei contributi; “silenzio-assenso” sul permesso di costruire, ulteriormente a scapito delle garanzie ambientali; riduzione della tassa sulle imbarcazioni di lusso, con la sua totale cancellazione sino ai 14 metri, per “favorire il rilancio del mercato da diporto”. Infine l’impegno a incrementare con risorse pubbliche “il supporto alle aziende fuori dai confini” ( rifinanziamento dell’ Ice) visto che “la Francia spende per le proprie aziende il 40% più di noi, e la Gran Bretagna l’80%” (Carlo Calenda, viceministro allo sviluppo su Sole 24 Ore del 16/6). Quando si dice..”Comitato d’affari della borghesia”! 

Quanto al lavoro, dopo il patrocinio dell’accordo concertativo tra sindacati e Confindustria sull’”esigibilità” dei contratti in deroga, si annuncia un peggioramento della legge Fornero in direzione di un’ulteriore precarizzazione ( eliminazione della “causale” sui contratti precari). Confindustria plaude, soddisfatta, all’unità dei propri partiti attorno ai propri interessi. E rilancia la richiesta di un nuovo intervento sul “cuneo fiscale” che si traduca, come già con Prodi, in un massiccio regalo ai profitti… Altro che “posti di lavoro”! 

Tanto più in questo quadro, colpisce il plauso parallelo di Susanna Camusso alle misure del governo. Pur di continuare a far da sponda a Confindustria e a coprire il PD- come già con Monti- la burocrazia CGIL è finita ad applaudire un governo con Berlusconi, lodato quotidianamente da Berlusconi. Dopo aver subito il licenziamento di un milione di lavoratori, il crollo dei salari pubblici e privati, l’allargamento della miseria sociale. 

Il fallimento politico e morale della burocrazia sindacale non potrebbe essere più clamoroso. 


PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
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