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TRASFORMARE L’INDIGNAZIONE IN RIVOLUZIONE SOCIALISTA

Il capitalismo è fallito e non è riformabile. La grande crisi mondiale apertasi nel 2007 ha sigillato questa verità. I fatti hanno sbugiardato tutti i partiti dominanti.
Sia i soloni liberali che dopo l’89 profetizzavano un orizzonte di progresso e di libertà.
Sia i soloni “riformisti” che presentavano ogni volta i governi di centrosinistra come “governi amici” e di svolta (per prendersi sottosegretari e ministeri).

La verità è opposta: il capitalismo non ha più nulla da dare ma solo da togliere, a qualunque latitudine del mondo, e chiunque lo governi. Sia che governino i Berlusconi e i Sarkozy, sia che governino gli Obama o i Zapatero!

Ovunque domina infatti il capitale finanziario.
Ovunque si riducono i salari, si precarizza il lavoro, si distruggono i diritti contrattuali, per rilanciare il saggio di profitto dei padroni.
 Ovunque si allunga l’età lavorativa, si colpisce la sanità, si smantella l’istruzione, per gonfiare le tasche dei banchieri che posseggono i titoli di stato. E tutto questo dopo 30 anni di sacrifici imposti ai lavoratori e ai giovani da parte degli industriali e delle banche.
Ora basta: questo è il grido dell’indignazione popolare e giovanile che si è levato nel mondo arabo in Spagna e in altri paesi. Ma occorre dare all’indignazione un progetto.
Per evitare che venga piegata ancora una volta alle alternanze truffa del centrosinistra, o si riduca al puro “movimento” fine a se stesso. Questo progetto può essere solo la rivoluzione sociale.

Il rovesciamento della dittatura degli industriali e dei banchieri. La liberazione del lavoro, del sapere, dell’ambiente dal dominio del profitto e del mercato. La socializzazione della produzione e del credito.
La riorganizzazione dell’economia e della società dalle fondamenta in base a un piano democraticamente definito e controllato dai lavoratori e dalla maggioranza della società. E’ il programma della rivoluzione socialista. Se non ora, quando?

 -ABOLIRE IL DEBITO PUBBLICO VERSO LE BANCHE E NAZIONALIZZARLE SENZA INDENNIZZO, SOTTO IL CONTROLLO DEI LAVORATORI. 

-CANCELLARE LA PRECARIZZAZIONE DEL LAVORO, BLOCCARE I LICENZIAMENTI, NAZIONALIZZARE SENZA INDENNIZZO LE AZIENDE CHE LICENZIANO O CALPESTANO I DIRITTI SINDACALI, A PARTIRE DALLA FIAT. 

-RIPARTIRE FRA TUTTI IL LAVORO, CON LA RIDUZIONE DELL’ORARIO A PARITA’ DI PAGA, IN MODO CHE NESSUNO NE SIA PRIVATO. 

-IMPORRE LA TASSAZIONE PROGRESSIVA DEI GRANDI PATRIMONI, RENDITE, PROFITTI, PER FINANZIARE UN GRANDE PIANO DI LAVORO IN OPERE SOCIALI E AMBIENTALI. 

-ABBATTERE SPESE MILITARI, PRIVILEGGI ISTITUZIONALI, PRIVILEGGI CLERICALI, PER INVESTIRE IN PENSIONI, SANITA’, ISTRUZIONE. 

Solo questo programma può realizzare una vera svolta.
Solo un governo dei lavoratori può realizzare questo programma.
Solo una sollevazione operaia e popolare può aprire la via ad un governo dei lavoratori.

Non vi è alcuna “Europa sociale” sotto il dominio del capitale. Solo un Europa socialista , solo gli Stati Uniti Socialisti d’Europa, possono consentire la liberazione del lavoro e di tutti gli oppressi. 

Ricondurre ogni lotta a questa prospettiva generale è la linea del Partito comunista dei lavoratori. 

Battersi per unificare le lotte dei lavoratori di ogni paese attorno alla prospettiva rivoluzionaria e socialista è il compito di una Quarta Internazionale rifondata.

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