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ll pretesto della CGIL per espellere i rivoluzionari

Contestavo la Padania, sospensione assurda
“Il manifesto” – Sabato 17 settembre 2011 
INTERVISTA  MauroCaffo è stato sospeso dalla Cgil: Non ho fatto nulla di grave
Un testimone oculare: Non ha fatto nulla. È solo caduto a terra insieme a un carabiniere.
di Luca Fazio- Fuori uno. Il primo espulso dal sindacato per escandescenze di piazza in questo drammatico autunno che non lascia scampo, e nemmeno riesce ad intiepidirsi un po’, si chiama Mauro Caffo.
Lavora in una cooperativa sociale di Parma, è (era) un funzionario della Funzione pubblica Cgil. Cosa avrà mai fatto? Ha contestato il giro della «Padania» organizzato dalla Lega. C’era alla tappa di Salsomaggiore.
Tafferugli con i carabinieri, riportavano le cronache. Com’è andata lo sanno tutti, anche perché ci sono i filmati. Il segretario del Prc dell’Emilia Romagna, Nando Mainardi, testimone oculare, dice che Mauro
Caffo è solo caduto a terra trascinato da un carabiniere.
Allora, perché ti hanno revocato l’incarico da funzionario?
Intanto, io sono un militante del Partito comunista dei lavoratori e per la Cgil di Parma già questo basta per considerarmi un soggetto pericoloso. È chiaro che il mio allontanamento è una questione soprattutto politica, nella Funzione pubblica funziona così, forse se fossi stato in un altro comparto non mi avrebbero sospeso.
In che senso?
Ormai i lavoratori del pubblico impiego sono stati messi in ginocchio, ci sarà un motivo… Ed è chiaro che senza azioni di forza non cambierà nulla nemmeno in questa fase drammatica. Poi non meravigliamoci
se ci ritroviamo con i contratti bloccati fino al 2014. Detto questo, a Salsomaggiore io non ho fatto proprio niente, sono solo caduto insieme a un carabiniere che mi stava spingendo, tutto qui.
Sembra quasi che la Cgil di Parma si sia presa paura perché in una fase così delicata un suo funzionario non ha rispettato il rigido protocollo delle manifestazioni di piazza. Ma è come se un funzionario venisse sospeso solo perché partecipa a un picchetto o a un presidio.
Appunto. Forse qualcuno sta aspettando che accada qualcosa di grosso, in questa fase il livello del conflitto si sposta sempre più verso l’alto, io credo che non si debba restare con la testa bassa. In questa vicenda non sono rimasto solo, i giornali locali ne parlano, ho ricevuto solidarietà anche da una parte della Cgil, la Fiom sta lanciando una petizione in mio favore. La cosa che più mi sconcerta è che una parte del sindacato continua a dare peso all’apparenza e non alla sostanza proprio mentre stanno per toglierci tutto – figurati di quale reato mi sono macchiato…
Non trovi curioso che questa voglia di protestare anche a costo di scontrarsi con i carabinieri si sia manifestata solo contro una stupida gara ciclistica?
Le persone sono veramente arrabbiate, inutile nasconderselo. E poi quella gara è stata vissuta come una presa in giro in un territorio dove la Lega ne ha fatte di cotte e di crude, a Salsomaggiore hanno distrutto un’economia. Fare la propaganda politica con lo sport è roba da ventennio fascista, non si può accettare.
Quelle proteste lungo il percorso sono un segnale chiaro: le persone sono stufe di restare a guardare.
Sarà… ma pensi davvero che i tempi siano maturi per una rabbia dirompente e nello stesso tempo costruttiva?
Non so, però se i tempi sono troppo maturi poi finisce che il frutto cade per terra. Insomma, mi sembra quasi evidente che qui l’opposizione più forte al governo Berlusconi la stanno facendo i banchieri e gli industriali e non la sinistra. Credo che a questo punto sia necessario dare una forte risposta di piazza. Ma scusa: cosa significa quel vecchietto di 73 anni col fazzoletto al collo che a Savona si scaglia contro i ciclisti per bloccare la corsa della Lega? Non capisco cosa stiamo aspettando. Non possiamo accontentarci ancora di uno sciopero, ancorché giusto, o di un presidio.

PER ADERIRE ALL’APPELLO: mrcwtsn@gmail.com (Leggi tutto)

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