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Nota sul quindicesimo congresso nazionale dell’ANPI


Tratto dall’introduzione ai documenti del 15° congresso dell’associazione partigiani d’Italia :
“L’ANPI riconosce che il congresso nasce in un tempo di grave crisi economica, politica e morale indotta nel paese dalla volontà dell’attuale maggioranza parlamentare di destra di non affrontare i veri problemi della comunità subordinandoli al soddisfacimento di interessi di parte.

“ L’ANPI denuncia gli attacchi alla vita democratica del paese perpetrati attraverso la limitazione dell’autonomia della Magistratura, l’indebolimento dello Stato sociale, la negazione alla qualità dello studio nella scuola pubblica, il condizionamento dell’informazione nel sistema televisivo….”

“ L’ANPI denuncia altresì, la minaccia di una vera e propria manomissione del regime democratico uscito dalla guerra di liberazione e dalla Costituzione antifascista del 48, di cui sono stati sovvertiti, nel loro contenuto politico, di uguaglianza, di partecipazione, di equilibrio e di garanzia, ben 55 articoli , con il dirottamento del potere dei processi formativi delle leggi ,dalle camere alla nuova figura del primo ministro intoccabile……”

Più avanti, nel preambolo politico, si legge:

“…Emerge il perpetuarsi negli anni, ad opera dell’attuale maggioranza di governo, una deriva antidemocratica negatrice dei principi fondanti della Costituzione…“

“… Sono inauditi gli attacchi del presidente del consiglio alla Costituzione. Nel suo discorso ha cercato di liquidare e archiviare nel passato, come un prodotto catto-comunista, una Costituzione nata dal consenso di tutte le parti politiche, dalla destra alla sinistra “.

…E ORA VENIAMO AD ALCUNE NOTE CRITICHE
Parte del documento nazionale dell’ANPI giunge ad un livello di insopportabilità piuttosto rilevante, perché si può anche accettare che l’ANPI ancora non abbia capito che la costituzione è stata smantellata da tempo nel paese reale, ma che essa sia stata varata con la collaborazione della destra, è veramente ridicolo.
Si instuarò al contrario la condizione ad escludere, salvo poi trovarsi ex-fascisti reinseriti nel quadro democratico istituzionale… ma questa è un’altra cosa!
Anche qui è bene ricordare che i resistenti per i Badoglio non hanno mai avuto ammirazione!
Evidentemente l’utopia di una “destra democratica” fa parte della nuova utopia del PD, e l’ANPI l’inserisce retroattivamente nelle vicende costituenti del ’48.
Che l’alleanza con Fini sia sempre più vicina?

Altra cosa: se il paese è disastrato è colpa solo dei governi di destra …tuttavia a noi viene da rispondere: ma quelli di centro sinistra cosa hanno fatto?
Inutile qui ricordare i crimini politici antioperai e antipopolari in genere, perpetrati dai governi Prodi e D’Alema. Dei 55 articoli della Costituzione violati, che denuncia l’ANPI, quanti dal “centrosinistra” e quanti dal “centrodestra”?
Ci ripromettiamo di pubblicare prossimamente una ricerca in merito per vedere chi vince questa singolare partita.

Comunque, con questa serie di affermazioni, denunce e riconoscimenti (sic), il gruppo dirigente dell’ANPI ha evidentemente ritenuto di essersi troppo sbilanciato a “sinistra” perché poi, nel documento politico (che è quello che conta ) in due articoletti di poche righe viene precisato quanto segue:
“ L’ANPI ripudia la violenza e la contrasta poiché estranea al contesto democratico conquistato dall’antifascismo e dalla Resistenza e come arma dei nemici della democrazie e della libertà. Il disagio sociale e l’impotenza politica non giustificano il ricorso alla violenza !”…….

“L’ANPI rispetta, valorizza e collabora con le istituzioni della repubblica quali conquiste della Resistenza anche quando a seguito di elezioni governa la destra.”

Qui scatta l’amnesia rispetto al capitolo introduttivo dove, ( rileggetelo, al terzo capoverso ) si denuncia la sovversione di 55 articoli della Costituzione.
Per quanto ci riguarda abbiamo un’idea della Costituzione ben diversa da quella dell’ANPI ritenendola,non il frutto della Resistenza, ma di un compromesso a perdere del lavoro con il capitale che ha lasciato intatte le strutture dello Stato fascista, ripristinando non di rado ai vertici della società gli stessi gerarchi che avevano gettato nel fango il paese.
Si può accettare comunque il punto di vista dell’ANPI, perché il valore progressivo della Resistenza e il valore umano in essa profuso da migliaia di giovani, non è in discussione.
Detto questo, però, ci sembra evidente la schizzofrenia del gruppo dirigente dell’ ANPI che, da una parte denuncia lo stravolgimento autoritario della Costituzione e dall’altra, si riconosce pienamente nelle istituzioni (come sono e funzionano nella realtà) ritenendole frutto della Resistenza (sic!).
Per quanto ci riguarda lavoriamo perché al congresso nazionale dell’ANPI si formi un’opposizione che ridia dignità alla Resistenza e dell’ANPI stessa, sottraendo questa associazione dai maneggi della politica filo-padronale condotta dal centro liberale marcato PD.

Leggi anche: L’uso pubblico della Storia

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