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PER L’UNITA’ DELLE LOTTE

UNA LOTTA PROLUNGATA PER SCONFIGGERE GELMINI, TREMONTI E BERLUSCONI
In tutta Europa le classi dominanti e i governi di tutti i colori politici cercano di far pagare l’imponente crisi capitalistica a lavoratori, giovani e masse popolari. Il drastico salvataggio delle banche da parte degli stati ha creato in tutti i paesi un debito pubblico stratosferico che minaccia nelle sue fondamenta l’intera economia capitalista.
E’ in questo quadro che viene attuata anche in Italia la distruzione sistematica dello stato sociale, dei diritti della classe lavoratrici e delle nostre condizioni di vita in generale. La riforma Gelmini della scuola e dell’università è parte integrante di questo attacco sistematico ed è la punta di diamante dello smantellamento dell’istruzione pubblica iniziato negli anni ’90 da parte dei governi sia di centrodestra che di centrosinistra: da un lato i pesantissimi tagli ai fondi pubblici destinati all’istruzione distruggeranno borse di studio, servizi agli studenti e ricerca universitaria, minacceranno il licenziamento di migliaia di insegnanti e ricercatori precari oltre all’esistenza stessa di numerose scuole e corsi di laurea; dall’altro verrà di fatto sancito il controllo degli atenei da parte dei privati, subordinando la didattica e la ricerca alle cricche affaristiche creando non solo un crollo della qualità dell’istruzione, ma un danno enorme allo sviluppo tecnologico-scientifico della società.
Il governo e la Confindustria sono più decisi e radicali che mai nel voler portare a termine la riforma Gelmini, come i tagli allo stato sociale e gli attacchi ai diritti e alle condizioni del mondo del lavoro (l’esportazione all’insieme dei salariati del “modello Pomigliano” di Marchionne, che vorrebbe eliminare di fatto il diritto di sciopero, aumentare pesantemente i ritmi di lavoro e intaccare in generale il salario, è l’obiettivo del padronato italiano).
A questo attacco non basta rispondere con lotte isolate, periodiche e simboliche: soltanto una lotta unificata, radicale e ad oltranza è all’altezza della sfida ed è in grado di piegare la volontà dei governi e dei padroni (come è accaduto in Francia nel 2006, in cui milioni di giovani e lavoratori scesi in piazza sconfissero il governo di destra Sarkozy sul Contratto di Primo Impiego). Da tutta Europa ci arrivano gli esempi della potenza di una lotta del genere e del timore che le classi dominanti nutrono in essa: dalla rivolta greca, passando per la lotta dei giovani e dei lavoratori francesi delle scorse settimane (con l’occupazione ad oltranza delle maggiori raffinerie del paese) fino alla più recente lotta dei giovani londinesi contro l’aumento delle tasse universitaria, che ha portato la massa studentesca ad occupare la sede logistica del Partito Conservatore.
Per piegare la resistenza del governo è necessario:
– occupare ad oltranza ovunque possibile le scuole e le università fino al ritiro della Riforma Gelmini
– unificare le lotte con quelle del mondo del lavoro
– lottare non solo per l’abolizione della Riforma Gelmini, ma per un’università pubblica, gratuita e di
massa al servizio dello sviluppo del benessere sociale e non dei privati e dei baroni (che la Riforma di fatto promuove)
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