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I LIBERALI SI INCHINANO A BERLUSCONI. LE SINISTRE ASSUMANO UN’INIZIATIVA DI MOBILITAZIONE.

Pur di ottenere la benedizione dei salotti buoni, le opposizioni liberali (PD e UDC) si inchinano di fronte alla sacralità del premier Bonaparte, nel momento stesso in cui il suo governo aggredisce le opposizioni e annunciano “leggi speciali”. Le stesse sinistre sembrano oscillare tra il balbettio e il silenzio per paura di essere “scaricate” da un eventuale CLN.
Più ancora del gesto di uno psicolabile, è questa cultura suicida della subalternità e della resa a rafforzare Berlusconi (e il populismo dipietrista).
E’ necessaria e urgente una reazione. L’intera sinistra italiana deve assumere, unita, una propria iniziativa di mobilitazione, svincolandosi dalla soggezione al PD o all’Italia dei Valori. Proponiamo a tutte le sinistre, politiche e sindacali, un incontro urgente per discutere su come fronteggiare l’emergenza.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

La grande forza motrice della oligarchia è la convinzione di far bene.
Jack london “Il tallone di ferro”
(Leggi)

E ora vietato fischiare! La trovata di La Russa
di Iaia Vantaggiato su il manifesto del 15/12/2009

Che il lancio del «Duomo» contro il volto di Silvio Berlusconi sia stato il gesto isolato di un folle, a Ignazio La Russa appare un fatto assodato.
Nessun mandante nascosto, nessuna occulta regia. Almeno non nel senso tradizionale del termine: «Nessuno mi leva dalla testa – ha spiegato il ministro della difesa – che la persona che ha aggredito il premier sia stata agitata da quel centinaio di persone che per tutto il comizio hanno minacciato e fischiato il presidente del consiglio. Un’ora di contestazioni ha influito sulla psiche di chi ha agito in quel modo».
Scatta così la tolleranza zero nei confronti di chi – nel corso delle pubbliche manifestazioni – disturba, minaccia, usa violenza o agisce «travisato». E da qui nasce la proposta di portare in parlamento una norma che metta al bando da quelle manifestazioni – oltreché dalle regole del gioco della politica italiana – qualsiasi forma di contestazione e di provocazione. Una norma in realtà già esistente ma che si «limitata» a punire chi disturba i comizi politici solo negli ultimi trenta giorni di campagna elettorale con pene da 1 a 3 anni. Troppo poco per La Russa che chiede di rendere sempre valida quella norma e di inasprire le condanne alzando le pene dai 2 ai 4 anni nel caso in cui «il disturbo sia aggravato da violenze, minacce o persone travisate».
Misure che tuttavia, La Russa ne è consapevole, non risolvono una questione che è insieme politica e di ordine pubblico. Lapidario nel commentare la richiesta di dimisiioni da molti avanzata nei confronti questore di Milano Vincenzo Indolfi – «la questione esula dalle nostre competenze» – il ministro della Difesa esprime invece piena e totale la solidarietà «agli agenti che hanno agito in condizioni non certamente facili. Il mio apprezzamento è privo di ogni riflesso negativo».
Problemi di ordine pubblico ma anche più strettamente politici. Ignazio La Russa non se la prende infatti solo con i «contestatori milanesi» – l’anniversario di piazza Fontana prima, il comizio di Berlusconi poi – quando afferma che «bisogna fermarsi sull’orlo del baratro e fermare questa spirale di odio che può portare solo alla violenza». Nel mirino è soprattutto il «No B-day», una vera e propria caccia all’uomo che nulla avrebbe a che fare con la polemica politica: «Non c’è mai stata negli anni passati, una manifestazione contro un uomo solo e il No B-day è la vergogna delle vergogne». L’episodio che domenica scorsa ha visto protagonista Berlusconi altro non sarebbe che il frutto di un clima di tensione creatosi negli ultimi mesi intorno al presidente del consiglio, un clima assai diverso da quello che la maggioranza avrebbe tutto l’interesse a mantenere.
E a chi, a questo punto, si aspetterebbe il solito attacco indiscriminato ai giornali di sinistra, il ministro riserva una sorpresa affermando di condividere pienamente il fondo con cui il direttore di Repubblica – suo acerrimo e storico nemico – ha condannato senza distinguo l’aggressione al premier: «Mi auguro che quelle parole cambino i rapporti tra maggioranza e opposizione e tra i giornali e Berlusconi».
Un auspicio però inquinato, dalle parole di Antonio Di Pietro e Rosy Bindi «i cui distinguo sono deprimenti e poco mi fanno sperare in un riavvicinamento delle parti». Bravi, invece, Bersani e Fini che sono andati a trovare Berlusconi in ospedale e poco ci manca che La Russa non dica «bravo» anche al papa che a Berlusconi ha mandato un telegramma.
I proletari non devono farsi intimidire.
I capitalisti devono pagare la crisi.
Che se ne vadano tutti, governino i lavoratori!

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